Just a gigolò, un mestiere che ribalta i ruoli
Andrea D’Urso, romano, non fa in tempo a scrivere la parola fine del suo primo romanzo, dopo tanti racconti e poesie, che lo pubblica (per le Edizioni e/o, altrettanto romane) e finisce dritto in finale tra gli otto del Premio Calvino 2013. Debutto col botto con Just a gigolò, 172 pagine 16 euro. L’argomento è scabrosetto, ma trattato con grande misura: sesso a pagamento, di una donna con un uomo, però non si pensi al...
I grandi condottieri del Medioevo, curiosità e paradossi
Carlo Magno mangiava con le mani, senza concedere troppo all’etichetta. Cominciava ben prima dei commensali e spiluccava ogni cosa fosse in tavola: pane, formaggio, olive. Riccardo Cuor di Leone, il sovrano simbolo per eccellenza della monarchia britannica, non conosceva una parola in inglese: il bel giovanottone aitante era cresciuto con la madre a Poitiers, dedicandosi a dissipazioni e sregolatezze. I tre gioielli tuttora...
Don Riccardo, una Macondo siciliana di Loredana Micati
È una società arcaica, chiusa, ipocrita, in bianco e nero quella in cui si sviluppa la vicenda, eppure appena si comincia a leggere questo libro non si fatica a capire che si andrà a leggerlo con piacere fino in fondo. Una storia non priva di asprezze, di scabrosità, di atteggiamenti colpevoli e inaccettabili, perfino per i lettori, figurarsi per i protagonisti.Don Riccardo, della romana Loredana Micati (Mursia, 294 pagine) è un...
Tutti pazzi per Gaia e per Mr. C, l’attore più bello del mondo
Gaia Gualtieri Rotondi, venticinque anni e qualcosa, tutti a ripetere: alla tua età sei già arrivata, redattrice del Purple Magazine, fortunata te! Vaglielo a dire che dopo una laurea in giornalismo e due anni e mezzo di internship nella sede di New York sei ancora in un limbo. Né stagista senza rimborso spese, né riserva nelle sezioni “Posta del cuore, Animali e Oroscopo”. All’occorrenza, però, entrambi i ruoli, con...
Storia di Caterina che per otto anni vestì da uomo a metà 700
Firenze, 1741. Di certo a quel giovanotto piacevano le donne, tanto da meritare i rimproveri del suo datore di lavoro, il governatore di Anghiari, cavalier Pucci. E dire che “le dure quanto inutili reprimende per l’eccessiva licenziosità erano le sole che l’ottimo cameriere attirava su di sé”. Per il resto, Giovanni Bordoni era inappuntabile. A parte un piccolo particolare: l’impenitente giovane seduttore...
