Non vi lascerò orfani di Daria Bignardi

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La cover dell’opera edita da Mondadori

Ho iniziato a leggere Non vi lascerò orfani avendo già letto altro della Bignardi. In particolare, avevo letto L’acustica perfetta. Libro che mi aveva colpita. E anche molto colpita. Mi sono, quindi, approcciata a questo libro con delle aspettative. Purtroppo Non vi lascerò orfani non mi è piaciuto particolarmente. Forse perché non ho trovato le vicende in esso narrate interessanti. È un po’ strano detto da me che amo Isabel Allende e i suoi libri, tutti, anche quelli in cui racconta di sé, della sua vita e della sua famiglia. Ma chiaramente le due scrittrici, per me, non sono paragonabili. Il fatto è che ho amato talmente tanto L’acustica perfetta da pensare di trovare ancora una volta una storia in qualche modo simile o che, quantomeno, mi lasciasse dentro le stesse sensazioni. Aspettativa sbagliata.

In sostanza, Non vi lascerò orfani è il racconto della famiglia della scrittrice. In particolare il racconto si snoda intorno alla figura della madre, poco dopo la sua morte. Il libro, quindi, è nato sull’onda dei ricordi e della sofferenza. Sono riuscita a palpare con mano quel tipo di malinconia che si adagia come un velo sulle cose e sulle persone, rendendole più belle. Come se li donasse qualcosa. Della luce, per esempio.

In particolare questo libro nasce da una articolo che Daria Bignardi aveva scritto per Vanity Fair su richiesta dell’editore. Il riscontro da parte dei lettori fu talmente positivo da spingere la giornalista a raccontare la sua famiglia in queste pagine. A raccontare, innanzitutto, del suo rapporto con la madre. Un rapporto complicato e tormentato, tra due donne completamente diverse tra loro, che solo il tempo, la maturità ed infine la morte ha rimesso nella giusta prospettiva. A raccontare della sua famiglia, dai nonni ai bisnonni, gli zii. A raccontare del padre morto vent’anni prima, quando lei stessa era ancora una ventenne, non ancora consapevole di cosa significhi morire. A raccontare dei suoi ricordi, la sua infanzia, la scuola, le estati al mare, i primi amori, i profumi della casa paterna.

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Nonostante questa mia opinione (ovviamente del tutto personale), ci sono comunque delle parti di questo libro che ho amato. Mi riferisco ai passaggi in cui la scrittrice riflette sulla sua vita e sui suoi figli. Del resto anche lei è una madre e in quanto tale adesso vede le cose in una prospettiva diversa. La sua preoccupazione adesso, vedendo il suo rapporto con la sorella, è sapere che i suoi figli siano uniti allo stesso modo quando arriverà per lei il momento di morire. Che ne sarà di loro quando lei non ci sarà più? Saranno uniti? Quali ricordi serberanno di lei e della propria infanzia? Ho amato in particolare questa frase, perché mi ha fatto pensare a quanto speciali e unici siano i rapporti tra fratelli e sorelle.

“Non importa se adesso qualche volta litigate: quando sarete grandi capirete cosa vuol dire avere un fratello o una sorella. Ma bisogna dividere la quotidianità dell’infanzia per saperlo.”

Non vi lascerò orfani è disponibile per l’acquisto online su Ibs.it a 8,75 euro.

Autore: Chiara Nicolazzo

La mia passione per i libri è nata grazie al romanzo Il mio paese inventato di Isabel Allende, una storia autobiografica che mi ha aperto un mondo, quello dei libri, che conoscevo solo superficialmente. Da quel momento ho iniziato a leggere sempre e ovunque. Mi piace perdermi nelle parole e vivere mille vite diverse.

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