MR GWYN di Alessandro Baricco

MR GWYN

MR GWYN

Leggere un libro avendo su di esso delle aspettative può essere un grande errore. Troppo spesso si rischia, infatti, di rimanerne delusi. Purtroppo questo è l’errore che commetto il 90% delle volte che inizio a leggere un nuovo libro. Generalmente mi creo un’opinione in base a vari elementi: cose che ho letto, opinioni che ho sentito, libri già letti dello stesso autore, il genere, la copertina, il numero di pagine. Tutti elementi, lasciatemelo dire, totalmente sbagliati. Il mio approccio a Mr Gwyn è stato totalmente diverso. Ho divorato il libro avendo tra le mani pochissimi elementi con cui giudicare. Di Alessandro Baricco avevo solo letto Seta, storia che ho divorato in un treno un giorno di diversi anni fa ed avendo già visto il film. L’esperienza, quindi, era totalmente diversa.

Ho letto Mr Gwyn non capendo bene tante cose. Non capendo bene di cosa parlasse, per esempio, e non capendo come fosse possibile ciò di cui si parlava. Ma alla fine, dopo aver letto l’ultima pagina, è come se tutto fosse tornato al suo posto. Ogni scena, ogni parola, ogni suggestione, ogni immagine. Tutto era perfettamente al posto in cui doveva essere.

In questo romanzo Baricco racconta la storia di un uomo, tale Jasper Gwyn, uno scrittore che vive a Londra e che in un certo momento della sua vita, a 43 anni, decide di non scrivere più. La sua, però, non è la solita crisi che colpisce molti scrittori. La sua decisione, in realtà, non è quella di smettere di scrivere del tutto. La sua decisione, piuttosto, è quella di cambiare prospettiva. Decide, grazie ad incontri ed eventi casuali, di diventare “copista”. In particolare, avrebbe “scritto ritratti”.

“Jasper Gwyn si era immaginato che la gente avrebbe portato a casa quelle pagine scritte, e se le sarebbe tenute chiuse in un cassetto, o appoggiate su un tavolo basso. Come avrebbe potuto tenere una fotografia, o appendere un quadro alla parete. Questo era un aspetto della faccenda che lo entusiasmava. Niente più cinquantadue cose, solo un accordo tra lui e quelle persone. Era come fargli un tavolo, o lavargli la macchina. Un mestiere. Avrebbe scritto cos’erano, tutto lì. Sarebbe stato, per loro, un copista.”

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In questa avventura viene aiutato da Rebecca, la sua assistente, colei che per prima si fa scrivere questo ritratto e che, credendo tanto in questo progetto avendone fatto esperienza in prima persona, raccoglie con devozione quello che poi diventerà il mistero di Jasper Gwyn. A questo punto la storia si divide in due storie, raccontate da due punti di vista. Fino al momento in cui il protagonista sparisce del tutto, lasciando a Rebecca il compito di custodire questo segreto e di capirlo fino in fondo, di scoprire quell’evidenza accorgendosi che era stata sempre lì, sotto i suoi occhi, tutti i giorni.

Mi piacerebbe molto svelarvi questo mistero. Così come mi piacerebbe molto svelarvi i passi cruciali di questo romanzo. Come quello in cui Rebecca spiega come sia possibile “scrivere dei ritratti”. Ma non mi sembra giusto. Ogni libro è un viaggio. Un viaggio individuale, che ognuno vive a modo suo. Ognuno nella stessa storia può leggere cose diverse. Ed in fondo è proprio questa la magia dei libri.

 Pubblicato da Feltrinelli nella collana I narratori: su ibs.it € 11,90. Disponibile anche in eBook a € 9,99.

Autore: Chiara Nicolazzo

La mia passione per i libri è nata grazie al romanzo Il mio paese inventato di Isabel Allende, una storia autobiografica che mi ha aperto un mondo, quello dei libri, che conoscevo solo superficialmente. Da quel momento ho iniziato a leggere sempre e ovunque. Mi piace perdermi nelle parole e vivere mille vite diverse.

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