Butcher’s Crossing, il far west di John Edward Williams
Ci sono libri che non sempre ricevono il meritato plauso una volta pubblicati. Alcuni, ad esempio, vengono riscoperti dopo molti anni, magari quando l’autore è ormai defunto. Addirittura altri non hanno neanche l’onore di essere stampati in tempi brevi, così come è accaduto a Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Butcher’s Crossing di John Edward Williams rientra a pieno titolo fra i romanzi “incompresi” del...
Lolito. Una parodia di Daniele Luttazzi
«Non ho alcuna intenzione di glorificare “Lolito”. Senza dubbio egli è orribile, è abbietto, è un fulgido esempio di lebbra morale; ma lo contraddistingue un misto di buffoneria e di ferocia che, nel suggerire un’infelicità suprema, contribuisce a rendercelo simpatico». «Educare una generazione migliore per edificare un mondo più elegante: questo è il grande monito che sale dalle pagine del testo, questa la grande...
Cuore cavo, sezioni di vita e morte | Viola Di Grado
“Equivalgo a tutto il resto, come accade a chi non è più nulla. Sono una libera associazione, una figura vuota, un album da colorare. Ma anche se sono uno sguardo volatile fuori dal mio scheletro, posso tornare dentro la mia gabbia toracica quando voglio. Posso stringere il metacarpo e le falangi come quando tenersi per mano era consolante. Posso fare tutte queste cose perché io e il mio scheletro ci amiamo: siamo in una specie di...
Il veleno dell’oleandro, ombre di famiglia | Simonetta Agnello Hornby
Ad undici anni dal suo esordio come scrittrice con La Mennulara, Simonetta Agnello Hornby presenta la sua ultima fatica letteraria: Il veleno dell’oleandro (su Lafeltrinelli.it a 12,75 euro). Una nuova saga familiare ambientata al sole della Sicilia, ai piedi delle suggestive cave di Pantalica, nell’immaginario paesino di Pedrara, dove ancora una volta segreti, passioni e rancori si raccolgono al capezzale di qualcuno,...
Incastri fuorisede: storie di studenti, farabutti e vicoli raccontate da Salvatore Viola
“Lo seguì dal grande balcone in stile fatiscente-napoletano, mentre si allontanava a passi lenti, confondendosi fino a perdersi del tutto fra i colori della grande folla liquida che allagava San Gregorio Armeno. Anna, era questo il nome della delicata figura che, un giorno qualunque di un qualsiasi inverno partenopeo, se ne stava, gli occhi persi, col naso schiacciato sul vetro di un vecchio balcone, in un anonimo appartamento abitato...
