Amore e delitti nella Puglia medioevale: il prequel
1135, Sud Italia. Manlius ritorna al castello di Tarsia coi suoi soldati, per sposare finalmente Giselda. Tre anni prima, l’aveva lasciata il giorno dopo la promessa di nozze, per andare in guerra. Con gli inseparabili Gauda, il nubiano, e Yusuf, medico guerriero, ha combattuto nell’esercito saraceno del re normanno di Sicilia, Ruggiero, in lotta contro i baroni del Meridione. Tornando, il primogenito del conte Timoteo non ha pensieri...
L’oscuro mosaico: amore e delitti nella Puglia medioevale
Calabria, primo 1100. Livio è un bambino che vuole conoscere il mondo. Ha una gamba leggermente più corta dell’altra, ma il cuore più coraggioso di un adulto. Così pensa Yusuf, mercenario e medico saraceno al servizio dei normanni, che lo aiuta a rubare un cavallo e andare via, perché cavalcare fa sentire liberi, guarisce le ferite dell’anima e le imperfezioni del corpo. Alcuni anni dopo, Livio è un ragazzo. Vive e impara da un...
La tenerezza dei ricordi di tanti anni fa
Ninì Miglietta, “Pane, orzo e zucchero”, edizioni Lupo, Copertino Lecce, gennaio 2014, 150 pagine 13 euro. Guardare e non toccare: quando i bambini facevano merenda col pane umido spolverato di zucchero, non si indulgeva al superfluo. Tutto si consumava con misura, anche se le marmellate fatte in casa tentavano i piccoli dai vasetti con le etichette di carta da quaderno. Distribuiti con parsimonia dalle nonne, i biscotti caserecci...
Malattia mentale: le “storie che curano”
A quattro mani e non da soli, per realizzare un collage di storie del disagio mentale, pubblicate dall’editore salentino Lupo, di Copertino-Lecce (Lei se ne va, febbraio 2014, 184 pagine 15 euro). Manlio Talamo ha studiato legge, è specializzato in diritto sindacale, lavora nella formazione professionale ed è attivo nella ricerca psicosociale. Gloria Gaetano, laurea in filologia romanza, è libera docente in letteratura italiana,...
Navi e divinità: quando il Mediterrano divenne Mare Nostrum
In principio fu Yam o Yamm, il signore cananeo del mare. Una divinità tutt’altro che benigna. Il suo stesso nome significava “mare”, in lingua semitica, ma nell’accezione di “ribollente e selvaggio oceano primordiale”. Poi venne il fenicio Melqart e le cose per i naviganti presero ad andare meglio. Le acque non erano più un confine ambiguo e inaffidabile, ma una superficie da solcare per i trasferimenti, la pesca, i traffici. E un dio...
