Intervista a Teresa Anna Rita De Salvatore, autrice de "Nero Scabro Sbrecciato" Intervista a Teresa Anna Rita De Salvatore, autrice de "Nero Scabro Sbrecciato"

Intervista a Teresa Anna Rita De Salvatore, autrice de “Nero Scabro Sbrecciato”

Teresa Anna Rita De Salvatore

Teresa Anna Rita De Salvatore è nata e cresciuta a Lecce. All’età di 24 anni sposa un sardo e si trasferisce in Sardegna. Ha tre figli e tre nipoti. Ha frequentato il liceo classico e ha conseguito la laurea in Filosofia, ha poi insegnato lettere nelle scuole medie inferiori. Ora è in pensione. Scrive in poesia e in prosa dal 2009. E’ alla quarta pubblicazione. 

Parliamo subito del tuo ultimo libro, Nero Scabro Sbrecciato. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Il mio libro non ha una trama, dato che si tratta di una miscellanea di poesie, racconti brevissimi e aforismi, che narrano i vari modi dell’inciampare quotidiano in questa società che ha perso parametri comportamentali certi e criteri di valutazione univoci, definita “società liquida”. Senza retorica, tra il reale e il surreale propongo un solo messaggio: cari amici, siate autonomi nel pensare.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Come molti, scrivevo fin da bambina, ma avevo abbandonato questa mia attitudine perché non ero contenta di come scrivevo. Ho ripreso quasi per caso in età matura e ora mi piaccio a sufficienza da propormi.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Si tratta di una raccolta, quindi di una selezione di testi scritti in tempi diversi. Sono nati qui, al pc, durante la navigazione in rete. E’ questo il luogo in cui mi è arrivata chiara e netta la frantumazione interiore nel mondo contemporaneo. Ne sono rimasta coinvolta e subito è nata la mia reazione, un far da specchio che potesse attutire la solitudine e stimolare la conoscenza di sé stessi.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Potrei essere accostata: in ambito poetico, a Salvatore Quasimodo, per l’espressione scabra e per un certo tipo di rapporto con la fede; in prosa, nel genere romanzo a mosaico, la maggiore somiglianza è tra la mia impostazione e quella di Cortàzar, sia perché in entrambi è molto presente il reale e il visionario sia perché è possibile leggerci in maniera non sequenziale.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Knockin’ On Heaven’s Door.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Venite con me: staremo insieme anche in silenzio. L’amicizia è una cosa seria. Ci congederemo con una forte intesa.

Autore: Redazione

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