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Intervista ad Alessandro Giunti, autore de “Nel nome di Iside”

Alessandro Giunti, laureato in lingue per la comunicazione interculturale presso l’Università di Siena, ha svolto diversi studi sulla ricerca linguistica e sulla didattica delle lingue, da cui ha ricavato il saggio ‘La didattica dell’italiano insegnato agli stranieri’. Oltre alla ricerca linguistica, ha approfondito lo studio di misteri e leggende connessi alla simbologia e all’esoterismo legati a Leonardo Da Vinci.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Il libro è un saggio sui più importanti misteri di Francia, dai Templari a Leonardo e alla sua Gioconda: tutto ruota attorno alla figura della dea egizia Iside, che, si vedrà, essere in realtà un’altra persona, celata all’interno di enigmatici simboli e nascosta magistralmente dal genio vinciano all’interno del suo capolavoro.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Il mio amore per la scrittura nasce dalla voglia di esporre ciò su cui ho lavorato e studiato per diverso tempo, facendo tutti partecipi dei frutti del mio studio.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Il tempo che ho impiegato per la stesura è stato di circa sette mesi, più la correzione delle bozze ecc… Quando scrivo, cerco di essere il più preciso possibile, per dare ai lettori le giuste informazioni in modo chiaro ed evidente, conducendoli verso le verità che mi appresto a scrivere.

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Più che somigliare, è un’ispirazione: se non fosse per il fatto che tratto di saggistica, uno dei miei riferimenti in ambito narrativo è Glen Cooper, con i suoi romanzi pieni di misteri e tesori nascosti. Il mio libro, nonostante sia un saggio, si avvicina di più al romanzo, in quanto tratta, oltre che di scoperte, di numerose leggende; in questo credo assomigli al Codice Da Vinci di Dan Brown.

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Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Consiglierei Chevaliers de Sangreal di Hans Zimmer, un sottofondo stimolante per la lettura e incitante, che genera voglia di scoprire e conoscere.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Ragazzi, leggete il mio libro, perché, benché sia corto, è intriso di verità che sono rimaste nascoste per secoli, soprattutto riguardo al genio di Leonardo e alla sua Monna Lisa: ci saranno delle illuminanti rivelazioni.

Autore: redazione

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