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Intervista a Michela Zanarella, autrice de “L’istinto altrove”

l'istinto altrove

Michela Zanarella è nata a Cittadella (PD) nel 1980. Dal 2007 vive e lavora a Roma. Ha pubblicato 13 raccolte di poesia. Negli Stati Uniti è uscita in edizione inglese la raccolta tradotta da Leanne Hoppe “Meditations in the Feminine”, edita da Bordighera Press (2018). Autrice di libri di narrativa e testi per il teatro, è redattrice di Periodico italiano Magazine e Laici.it.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

L’istinto altrove è una raccolta di poesie edita da Ladolfi Editore. Il libro è composto da 72 liriche. L’amore è al centro ed è guidato dagli elementi della natura che regolano la vita sulla terra. Ne escono immagini particolari ed avvolgenti. Non manca il silenzio che diventa una sorta di rifugio per le emozioni.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Ho iniziato a scrivere poesie dopo un tragico incidente stradale al quale sono sopravvissuta. Non avevo mai scritto prima di allora. La poesia è arrivata come un dono luminoso nella mia vita. Credo che nulla avvenga per caso. Molto probabilmente dovevo entrare in contatto con le parole, scoprire un linguaggio, imparare ad amarlo. La poesia è diventata parte della mia quotidianità.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Questo libro è nato dopo diversi mesi di scrittura. Non avevo fretta di pubblicare. Il titolo ‘L’istinto altrove’ l’avevo già utilizzato per una breve silloge mai editata in passato. Ho deciso di recuperarlo, perchè rispecchiava il senso di tutta la raccolta. Questo progetto è un viaggio autentico nei sentimenti: è il cuore a parlare in libertà.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Se dovessi scegliere un autore che sento vicino in questo momento direi Antonella Anedda o Nina Cassian. Continuo comunque ad avere come riferimento Pier Paolo Pasolini. Il primo amore non si scorda mai.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Un brano capolavoro di Yann Tiersen, il più noto della meravigliosa colonna sonora de “Il favoloso mondo di Amelie”.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Leggete per meravigliarvi parola dopo parola e lasciatevi sorprendere dalla poesia. Ogni libro racchiude mondi da esplorare.

Autore: redazione

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