Intervista a Pietro Bargagli Stoffi, autore de "Uropia, il protocollo Maynards" - RecensioniLibri.org Intervista a Pietro Bargagli Stoffi, autore de "Uropia, il protocollo Maynards" - RecensioniLibri.org

Intervista a Pietro Bargagli Stoffi, autore de “Uropia, il protocollo Maynards”

uropia

Pietro Bargagli Stoffi è nato a Pisa nel 1975.
Laureato in Giurisprudenza nella sua città, ha vissuto 11 anni in Germania, tra Francoforte e Monaco di Baviera.
Appassionato di storia, politica, viaggi e lingue, è stato apicoltore, ha prestato la voce a Wario nel gioco Nintendo “Wario&Games” per WiiU ed attualmente vive e lavora in Svizzera.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Quanto è realistico il pericolo che la democrazia e le libertà a cui in Europa siamo abituati stiano per essere cancellate da una deriva autoritaria? Il Presidente della Commissione Europea, Andraş Pordan, ha finalmente l’opportunità attesa e preparata da anni e caldeggiata da influenti centri di Potere; chiunque si opporrà al progetto di unificazione europea se ne accorgerà. Thriller distopico.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Ho cominciato a scrivere poesie al liceo, dove fondai successivamente il giornalino degli studenti cominciando a scrivere anche articoli; la cosa mi piacque, tanto che fondai anche “Il Principe”, il periodico degli studenti della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa. Ho scritto brevissimi racconti e un paio di corti, mai avevo scritto un intero romanzo prima di questo.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Ho impiegato sei mesi tra il novembre del 2016 e il maggio del 2017. Ho scritto essenzialmente dopo cena e nei fine settimana, quando non lavoravo, ma talvolta perfino in vacanza; una sera ero a cena con mia moglie e i miei suoceri durante una settimana bianca in Austria: ad un certo punto abbandonai la cena per chiudermi in camera e scrivere le scene che mi passavano davanti agli occhi!

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Senza dubbio gli autori e gli stili che più mi hanno influenzato sono Frank Schätzing e Marc Elsberg, per il modo alternato e serrato di narrare episodi separati che poi confluiscono nel continuum della storia, ma sono debitore soprattutto a Vladimir Volkoff per i temi. Qualcuno ha comparato il mio thriller a “Il mondo nuovo” (Huxley), “1984” (Orwell), “Sottomissione” (Houellebecq). Niente male!

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Probabilmente “Elements” di Ludovico Einaudi per le parti di azione e suspence, e l’album “Nevio” di Nevio Passaro, che sono anche presenti nel mio romanzo con citazioni esplicite. Ma tutto il mio romanzo, dall’inizio alla fine, è percorso da un filo rosso musicale di Opera lirica e musica classica che sottolineano i momenti topici, quelli divertenti o quieti come quelli drammatici e dolorosi.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Cari lettori di Leggere Libri, sarò felice se il mio thriller “Uropia, il protocollo Maynards” vi farà passare momenti di suspence, azione, adrenalina, ma anche sorridere, sognare e riflettere. Scrivetemi i vostri commenti e le vostre critiche!

Autore: redazione

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