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Intervista a Luca Murano, autore de “Pasta fatta in casa”

pasta fatta in casa

Luca Murano nasce al nord da genitori del sud e attualmente vive al centro. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere Moderne a Pavia, ha lavorato con la casa editrice Mondadori come redattore e correttore di bozze. Dal 2009 vive in Toscana dove mangia tanto, si occupa di logistica, gioca a basket, suona il basso, legge e scrive con fortune alterne ma ben compensate da passione e dedizione.

Parliamo subito del tuo ultimo libro, Pasta fatta in casa. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Ve la racconto attraverso le parole di un caro amico: “Il libro è un ricettario sull’accettazione dell’assurdità che ci circonda. I racconti non hanno però alcuna pretesa salvifica o di redenzione, piuttosto, una comicità sempre presente, un’alzata di spalle e quasi un sorriso di fronte agli episodi del nostro (in)quieto vivere”.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Ho sempre amato leggere, divorare bulimicamente prose altrui, belle o brutte. Il rapporto con la scrittura, però, non può dirsi tanto soddisfacente: scrivo indisciplinatamente, quasi dispettosamente e quando meno me lo aspetto. Però è come mangiare frutta e verdura: fa tanto bene.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

I racconti di “Pasta fatta in casa” sono stati scritti nell’arco di dieci anni, buona parte in treno su un taccuino nero sporco di cioccolato, molti altri a notte fonda davanti al computer e solo perché non riuscivo ad addormentarmi a modo.

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Barando un po’ sulle regole del gioco, vorrei trasformarmi in un autore con la prolificità di Fabio Volo, la prosa di John Williams e la barba di Mauro Corona. Si, così potrei andare.

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Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

“Young Mountain” dei This Will Destroy You.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Ciao trecentomila lettori di svoltarepagina.it, vi lascio e vi saluto con la ‘mia’ frase del giorno:
Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come fanno gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere.
(Gustave Flaubert)

Autore: redazione

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