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Intervista a Rosella Quattrocchi, autrice de “Il cacciatore di orchi”

il cacciatore di orchi

Rosella Quattrocchi, classe 1972, è assistente sociale di professione, lettrice e scrittrice di passione. Vive a Modena insieme a una bimba in affido, svolge attività di volontariato coordinando le associazioni che offrono assistenza invernale ai senzatetto, ama il cinema e cerca di nutrirsi della compagnia di amici.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Il cacciatore di orchi è una storia forte e delicata. Affronta tematiche scomode e spesso in ombra, ma lo fa in modo leggero, quasi sottovoce, con profondo rispetto per i protagonisti. Alterna due voci, quella di Chiara, assistente sociale, e quella di Matteo, bambino in cerca di un cacciatore di orchi. Due punti di vista su un’unica vicenda. Due storie che si incontreranno per camminare insieme.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

La scrittura è sempre stato il modo per me più semplice e chiaro per dare voce ai miei pensieri e alle mie emozioni. Il cacciatore di orchi nasce dal desiderio di raccontare una storia in cui porre anche le mie emozioni, la mia passione per una professione (assistente sociale) così poco e mal conosciuta, così bistrattata e stereotipata. Il lettore entra così nella vita di chi per lavoro incontra vite.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

La stesura non è stata continua.Principalmente ho scritto nei weekend e durante alcuni periodi di ferie. Il romanzo nasce da un soggetto di serie-tv che avevo scritto e che era stato opzionato dalla “Ciao Ragazzi” di Claudia Mori, quindi un canovaccio di storia l’avevo. Ho impiegato circa due anni per scriverlo, poi altrettanti per la fase di editing e parecchi mesi per trovare un editore.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Leggo soprattutto letteratura contemporanea, la mia scrittura è sicuramente stata influenzata da Ammaniti e Mazzantini, autori che amo e di cui mi nutro. Ci si può ritrovare anche qualcosa di Giordano e F. Carofiglio. Influenze nel modo di presentare storia e personaggi, nell’entrare nella loro intimità e nel dare voce ai pensieri.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

“Il mio presente”, musiche per pianoforte composte da Luca Ottani e suonate da Francesca Boccedi. Durante la lettura scelgo sempre colonne sonore di sola musica, per non farmi distrarre dalle parole, e tra le musiche per me ideali durante una lettura, senza dubbio scelgo quelle de “Il mio presente”.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Vi invito a far camminare il cacciatore di orchi leggendolo e parlandone, perché il messaggio contenuto nel romanzo non resti fisso sulle sue pagine, ma prenda vita. Aspetto poi i vostri pareri sulla pagina Facebook de “Il cacciatore di orchi”.

Autore: redazione

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