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Intervista ad Antonio Fanelli, autore de “Incipit”

Incipit

Antonio Fanelli è un ingegnere elettronico appassionato di informatica e letteratura. Ha collaborato come autore per una rivista internazionale di sicurezza informatica. Nel 2012 pubblica il suo romanzo di esordio “Il mondo di Lulz”. Nel 2014 viene menzionato da Wired Italia come uno dei dieci migliori autori italiani autopubblicati. Incipit è il suo secondo romanzo.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Un hacker che si fa chiamare “Maestro” ricatta una studentessa con un video che la ritrae in atteggiamenti equivoci, registrato di nascosto attraverso la webcam del computer della ragazza, costringendola a dover superare alcune prove umilianti in cambio della sua distruzione. È una riflessione sul tema privacy ai tempi dei social. Il genere si colloca nel computer crime.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Da sempre appassionato di lettura, ho iniziato a scrivere appena sono nati i primi strumenti di self-publishing. Per me scrivere un romanzo è divertente quanto leggere. Se la storia ti prende, non riesci più a staccarti dalla scrittura e, giorno dopo giorno, non vedi l\’ora di scoprire cosa accadrà ai personaggi a cui stai dando vita.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

È un romanzo che è stato scritto e ripreso in più occasioni. È partito come semplice racconto pubblicato su The Incipit, al termine del quale ho iniziato a sviluppare una trama più complessa. Dopo una prima tiepida edizione pubblicata con casa editrice, un paio di mesi fa ho deciso di revisionarlo e migliorarlo sulla base di alcune indicazioni ricevute dai lettori, riproponendolo come self.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Credo che l\’autore che mi abbia più influenzato sia John Grisham. Da ragazzo leggevo soprattutto i suoi legal thriller ed ero affascinato dal ritmo serrato delle sue storie. Penso che in entrambi i miei romanzi, e soprattutto in quest\’ultimo, sia proprio la suspense e il ritmo serrato della narrazione i punti di forza, che tengono incollati i lettori fino all\’epilogo.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Nel romanzo si fa riferimento a musica jazz. In realtà si tratta solo di un espediente per contrastare la costante sensazione di pericolo che il lettore prova durante la lettura. Penso che la musica prog-rock sia più indicata allo stile \”progressivo\” di scrittura utilizzato.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Avete mai avuto la sensazione di essere spiati attraverso il vostro PC? Forse non si trattava di una semplice sensazione 🙂

Autore: redazione

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