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Intervista ad Antonio Costantino, autore de “Uno su quindicimila”

Uno su quindicimila

Antonio Costantino è nato a Catanzaro nel 1970. Laureato in Ingegneria Elettronica, si occupa di sistemi di test automatici. Ha come grande passione lo scrivere e questo è il suo primo romanzo.

Parliamo subito del tuo libro, Uno su quindicimila. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Un romanzo d’amore e molto altro. Ma la storia d’amore rappresenta solo il foglio bianco in cui il protagonista Giorgio, un fisico, si trova costretto ad esprimere le sue riflessioni sulla vita, sul mondo, sull’esistenza e sulla solitudine. I suoi punti di vista sono quelli di un fisico ma si sviluppano con la sensibilità di un poeta e, qualche volta, si concludono con l’ironia di un satiro.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

In passato ho sempre scritto brevi racconti pubblicati solo sui social network ed ho sempre desiderato impegnarmi in un romanzo. Nel corso degli anni, la grande mole di lavoro che richiede scrivere un romanzo mi ha sempre frenato, fino a che ho deciso di provarci.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Scrivere romanzi non è esattamente il mio lavoro. Ogni sera, timbrata l’uscita dall’ufficio, mi affrettavo a tornare a casa per mettermi al computer e scrivere, pensare, inventare, correggere e revisionare. Qualche volta, e non poche volte, tiravo fino a notte tarda. Si è trattato di un gravoso impegno intervallato da momenti di euforia per una nuova idea e altri di sconforto per l’ansia di non riuscire.

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Indubbiamente Alessandro Baricco. Nella descrizione dei luoghi e delle sensazioni provate dal protagonista sono stato particolarmente attento a utilizzare un linguaggio che rendesse le frasi poetiche e, allo stesso tempo, musicali.

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Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Incerto tra Bolero di Ravel e Time di Hans Zimmer.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Nel mio romanzo, non vi racconterò una storia. Vi regalerò delle forti emozioni. Nei momenti più intensi, ho provato a descrivere in alta definizione le emozioni provate dal protagonista principale.

Autore: redazione

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