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Intervista a Giuseppe Gallato, autore di “Incantesimi nelle vie delle memorie”

La nostra intervista a Giuseppe Gallato, autore del libro Incantesimi nelle vie delle memorie (Caravaggio Editore).

Giuseppe Gallato è docente laureato in filosofia, redattore e giornalista. Tra le sue passioni, oltre alla scrittura ovviamente, ci sono la lettura e la musica.

In Incantesimi nelle vie delle memorie edito da Caravaggio Editore, raccogli dieci racconti, diversi per tema, ambientazione, personaggi, anche se talvolta alcuni ritornano. In che modo riesci a collegarli tra di loro affinché l’opera risulti un unicum?

Innanzitutto permettimi di ringraziarti per la gentile ospitalità: per uno scrittore poter parlare del proprio libro e di ciò che lo ha condotto a realizzarlo è veramente importante. Essendo inoltre un giornalista, la sensazione di stare dall’altra parte del “microfono” è veramente bella! Ma non voglio dilungarmi oltre e passo subito a rispondere alla tua prima domanda. Le storie presentate in questo libro – storie che io definisco “incantesimi”, ossia varchi verso altri mondi, i mondi creati dalla nostra stessa immaginazione –, sono legati tra loro da un ben preciso filo conduttore: l’universo del sogno in tutte le sue molteplici sfumature. In Incantesimi nelle vie della memoria si parla di corpo onirico, di proiezione astrale, di sogni vissuti con cognizione o meno, di viaggi eterici, di mondi invisibili e di tutti i fenomeni legati all’onironautica.
Tuttavia, anche se da una parte è il sogno a legare questi dieci racconti, dall’altra sarebbe alquanto riduttivo. Nel libro, infatti, tratto soprattutto la relazione che sussiste tra il mondo del reale e quello dell’irreale, tra il visibile e l’invisibile: una connessione tra due dimensioni spiegata attraverso concetti inerenti l’uomo, l’identità, la memoria, la coscienza, la consapevolezza percettiva. Le trame, insomma, si sviluppano in questa terra di confine tra realtà e fantasia, sul margine sottile di quella linea astrale/onirica dove condizionamenti psicologici, esperienze di vita e paure si fondono a vari livelli. Un confine inscindibile tra due mondi, definito e labile allo stesso tempo, che spesso rischia di disorientarci, ingannarci e confonderci.

Come coniughi invece nel tuo lavoro il genere fantasy, con varie gocce di horror, con i tratti filosofici riflessi nella tua prosa, figli naturali della tua formazione accademica?

Questa è proprio una bellissima domanda. Il mio fantasy, che definisco “onirico”, come hai già anticipato presenta molte sfumature psicologiche e tante contaminazioni filosofiche: influenze dettate in parte dai miei studi accademici – di Filosofia, appunto – e in parte da alcune personali ricerche sui sogni e sulla memoria che ho condotto durante il periodo universitario.
Da qui, il desiderio di infondere alla mia scrittura significati legati al mondo onirico in tutte le sue plurime accezioni. E per fare ciò avevo bisogno di un mezzo molto potente, in grado di mettere in comunicazione il reale con l’irreale, un genere letterario capace di librare i pensieri, di svincolarli da qualsiasi pregiudizio, di decifrare l’enormità di questo sconfinato e sconosciuto regno che noi chiamiamo realtà: il fantasy, in tutte le sue declinazioni.

Intervista a Giuseppe Gallato autore di "Incantesimi nelle vie delle memorie

Leimotiv dei tuoi racconti è il tema del sogno: utopistico, conscio, lucido ecc. Quali strumenti deve utilizzare il lettore per orientarsi nel mondo reale e irreale che hai costruito?

Hai detto bene: nel libro il sogno viene sondato in tutte le sue manifestazioni, da quello vissuto con cognizione a quello inconsapevole, altrimenti definito “ordinario”. In particolar modo questo libro tratta sotto diverse prospettive il tema dell’esplorazione della dimensione onirica e del complesso rapporto che intercorre tra questa e la realtà materiale.
Sogno e realtà sono due sfere che non devono essere considerate come meramente appartenenti a mondi diversi, antitetici tra loro, ma in grado di riflettersi, di comunicare, di ricercarsi.
Al lettore che vuole carpire tutti i significati insiti nel volume, consiglio la lettura dei libri di Castaneda, di alcuni trattati sulla memoria dei Tadié e le ricerche condotte in campo onirico dallo psicofisiologo Stephen LaBerge, leader nella ricerca e sperimentazione sui sogni lucidi.

Per il lettore che ancora non ha posato gli occhi sul tuo libro, scegli e riassumi in modo stuzzicante un racconto tra i dieci che compongono l’opera. Da questa scelta escludiamo Rintocchi di tenebra che rappresenta il racconto che mi sento di consigliare io.

Amo tutte le mie storie: ognuna di esse rappresenta un lato importante della vita, manifestazioni, espressioni e sensazioni non scindibili dall’essere umano. Ma se proprio dovessi scegliere, direi che mi sento più affezionato al racconto da cui prende il titolo l’antologia: Incantesimi nelle vie della memoria. Una storia a cui ho dedicato per la sua stesura tante ore di studio e di lavoro, proprio per infondere la giusta componente simbolica che avevo in mente, veicolata sempre attraverso il mio stile in cui l’azione è preponderante seppur presenta diverse contaminazioni filosofiche.
In questo racconto narro le vicende di Terzo: un Viaggiatore onirico che attraverso il sogno vaga alla ricerca della coscienza perduta, al fine di padroneggiare l’Incantesimo – l’ultimo stadio del piano astrale – una forza che userà a proprio vantaggio per salvare la sua amata, rimasta intrappolata in una sorta di limbo tra la vita e la morte. L’Incantesimo qui è portato al suo significato assoluto: l’incursione nella più profonda dimensione mentale della percezione, l’acquisizione dell’ultima localizzazione riflessiva interiore, ovvero l’estensione della coscienza fino ai limiti della coscienza stessa.
Così come spiego in uno dei passi più significativi non solo del racconto, ma dell’intera raccolta:
I Viaggiatori onirici sanno come spostarsi oltre il tempo e lo spazio, e penetrare coscienti nella quinta dimensione della natura, nella regione astrale ultima. Per fare ciò, gli iniziati utilizzano la bilocazione onirica, una potente chiave che, se padroneggiata interamente, consente al Viaggiatore di andare oltre lo sdoppiamento astrale, risvegliando la propria entità interiore. Coloro i quali sono capaci di tale potere, hanno la possibilità di accedere all’Incantesimo – l’intermezzo di tutte le regioni oniriche – e acquisire poteri smisurati […]

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Intervista a Giuseppe Gallato autore di "Incantesimi nelle vie delle memorie

Attualmente chi ritieni essere il maestro del genere fantasy e sci-fi in Italia?

Non saprei indicare nessuno scrittore italiano contemporaneo di genere fantasy e sci-fi in particolare. In questi anni, però, grazie ai diversi concorsi letterari cui ho preso parte, ho avuto il piacere di conoscere tanti bravi autori. Di recente ho letto Redemption, libro dello scrittore italiano Eugene Pitch – autore indirizzato più sul thriller – che mi ha sorpreso notevolmente per il suo stile adrenalinico e per la qualità dei suoi audiobook.

Giuseppe Gallato ha all’attivo oltre venti pubblicazioni e numerosi premi letterari tra i quali citiamo il Premio alla Cultura, sezione fantasy, alla XXVI edizione del Premio Sicilia “Federico II”. Una attività di scrittura che potremmo definire frenetica considerato che è ancora un autore sotto i 40 anni. Sicuramente hai già altri progetti in cantiere: puoi svelarci qualcosa?

Scrivo da tanto tempo, ma ho iniziato a condividere con il mondo esterno questa mia passione – i miei scritti – solo a partire dal 2015.
In questi anni ho avuto la fortuna di essere stato insignito di diversi riconoscimenti: vincere concorsi legati al mondo del fantasy e, soprattutto, ricevere critiche positivo-costruttive mi ha convinto ancor più a inseguire il mio sogno, a perseverare su questa strada e a dare vita a Incantesimi nelle vie della memoria. Sono diversi i progetti letterari in cantiere. Allo stato attuale sto lavorando a un romanzo dark sci-fi, che presento attraverso degli episodi sulla piattaforma Edizioni Open: un esperimento atto a testare quanto efficace sia lo stile utilizzato, e che impatto possa avere la trama sui lettori. Protagonista di questa storia è una giovane ragazza di nome Ellie, che in un giorno imprecisato della sua vita si risveglierà da una sorta di coma senza avere alcuna cognizione di sé. Si troverà a vivere un vero e proprio incubo a occhi aperti, in cui la sua unica salvezza per sfuggire alla morte sarà quello di ricordare… di riprendere in mano se stessa, la sua coscienza, la sua identità.
Una lotta per il risveglio del proprio essere, la sua, che molti di noi compiono ogni giorno inconsapevolmente.
Vi saluto citando le parole con cui lo scrittore australiano Matthew Reilly conclude i ringraziamenti in ogni suo romanzo: “Per chiunque conosca uno scrittore non sottovalutate mai l’importanza del vostro incoraggiamento!”

Autore: Antonio Pagliuso

Ometto di Lamezia Terme, città al centro della Calabria con vista sulle isole Eolie. Ama leggere, scrivere e viaggiare e reputa la lettura dei classici della letteratura un must a cui ognuno di noi dovrebbe volgere. Redattore di altri canali di recensioni e divulgazione culturale, è ideatore della rassegna "Suicidi letterari" e autore del giallo "Gli occhi neri che non guardo più".

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