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Intervista a Matteo Nepi, autore de “Dentro me”

Dentro me

Matteo Nepi si laurea in Scienze Politiche all’Università di Camerino. Nel 2008 decide di trasferirsi a Dublino dove tuttora vive. Ha scritto molti racconti, alcuni pubblicati anni fa in una raccolta. Il prossimo dicembre uscirà il suo nuovo romanzo. Nel frattempo si dedica alla scrittura cinematografica con la stesura di soggetti e sceneggiature di nuove storie. In questa intervista ci parla del suo Dentro me

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Milano, fine anni Novanta. Andrea, introverso e timoroso, non sa che fare della sua vita. Giornalmente si rapporta con il suo amico Loris, dal carattere opposto al suo tanto da generare forti conflitti tra i due. L’incontro con Patrizia, Giulia e poi Giorgia daranno uno scossone ad Andrea. Inizierà così un viaggio interiore, scoprendo le cose per cose per cui vale la pena rischiare.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

In Quinta Ginnasio, nascosto dal dizionario di greco, iniziai a scrivere “La cretina commedia”. Vicissitudini surreali dove personaggi famosi si incontravano. Scimmiottavo lo stile dantesco ma tutto rigorosamente in rima. Poi ebbi una ricaduta dalla quale ancora non mi sono ripreso. Durante una lezione all’Università, invece che prendere appunti, scrissi le prime pagine di Dentro me.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Quattro anni. L’ho lasciato invecchiare a lungo senza toccarne un rigo. Poi sentii i personaggi che da dentro le pagine mi dicevano: “Beh? Che vogliamo fare?”. Scrivevo come un pazzo otto ore al giorno. Per descrivere in modo realistico la scena del viaggio in Puglia con l’auto tenevo la cartina stradale sul tavolo. La consultavo e mi immaginavo i protagonisti lungo l’A1 o all’uscita Ancona Nord.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

I libri di Italo Calvino sono un buon manuale per chi si avvicina alla scrittura. Ricordo ancora gli insegnamenti del mio professore di italiano del liceo. “Ragazzi, pensate con cento parole, scrivetene cinquanta e lasciatene dieci. E poi ancora labor limae”. Quando penso ad una storia mi ispiro al mio vissuto. Non riuscirei a scrivere una storia lontano dal mio quotidiano.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Gli America. “A horse with no name” in particolare. Nel libro ci sono diverse canzoni.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Bravo è lo scrittore che arriva al cuore dei lettori. L’ultima pagina di una storia è il momento in cui lo scrittore lascia la mano del lettore e gli dice: “Adesso continua tu.”

Autore: redazione

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