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Intervista ad Alessandro Dolce, autore de “L’equazione aliena”

L'equazione aliena

Alessandro Dolce è nato e vive a Potenza, classe 1981; consegue la laurea in ingegneria meccanica nel 2008 a cui fa seguito un master in sistemi di gestione aziendale nel 2010. Lavora come ingegnere e consulente per numerose aziende lucane, ma non dimentica la passione per i libri e per la scrittura, passioni che lo portano a piazzarsi tra i finalisti del concorso letterario Sanremo Writers 2014. 

Parliamo subito del tuo ultimo libro, L’equazione aliena. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Si tratta di uno Science Thriller ambientato tra Seattle e Las Vegas, in cui il protagonista si ritrova impantanato nel terreno fangoso fatto di UFO, extraterrestri e documenti classificati. La verità in gioco però richiede una posta troppo alta e quando se ne rende conto forse è troppo tardi, ma lui non molla e si butta in una lotta contro qualcuno che ha tanti mezzi e nessuno scrupolo.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

La mia passione per la scrittura nasce da una passione per la lettura nata quasi controvoglia quando all’età di 18 anni il mio professore d’italiano ci costrinse a leggere un romanzo. Da quel momento in poi ho continuato a leggere di tutto finché non ho potuto fare a meno di scrivere qualcosa e rileggendomi mi è piaciuto.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Sei mesi. L’atmosfera in cui scrivo non è poi tanto affascinante, scrivo di mattina, ma anche di pomeriggio e di sera, quando ho un ritaglio di tempo, e non sempre il tempo a disposizione è continuativo, spesso purtroppo la vita m’interrompe, ma ho sviluppato una grossa capacità di concentrazione nel breve periodo, non ho bisogno di entrare nel personaggio dello scrittore, anche perché non lo sono.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Mi piace Lee Child e il suo stile, e mi piacerebbe assomigliargli un po’ nello sviluppo dell’intreccio e della trama, così come nella caratterizzazione del personaggio principale. Il mio libro invece si avvicina di più a quelli di Dan Brown anche se se ne allontana per le idee di fondo, gli aspetti scientifici di cui tratto sono basati sulla realtà e fermamente ancorati alla verità.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

“I don’t want close my eyes” degli Aerosmith.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Ciao a tutti, lettori e non, vi invito a leggere, qualsiasi cosa, sempre, ovunque siete, perché la lettura fa bene, non ti rende migliore o peggiore, ma solo più ricco. Se poi non sapete cosa leggere vi consiglio…Il pianista sull’oceano di Baricco.

Autore: redazione

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