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Intervista a Roberta Mezzabarba, autrice de “La lunga ombra di un sogno”

a lunga ombra di un sogno

Roberta Mezzabarba nasce a Farnese, piccolo paesino dell’alto Viterbese, il 21 ottobre 1970. Si diploma all’Istituto tecnico per Geometri “F. Nicolai” nel 1989. Dopo essersi abilitata alla libera professione di Geometra ha esercitato per un paio di anni e dal 1993 è funzionario della Provincia di Viterbo. Felicemente sposata, ha un figlio. Musica, lettura e pittura le sue grandi passioni. In questa intervista ci parla del suo La lunga ombra di un sogno

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

La lunga ombra  di un sogno è un’opera di narrativa, ambientata nella metà degli anni settanta, fra l’alto Lazio e la Sicilia. Greta la protagonista è una giovane donna che scappa dalla sua Sicilia e trova rifugio sulle sponde del Lago di Bolsena, dove vive serenamente per sei anni. Ma scopre a sue spese che le ombre che si hanno dentro il cuore non si abbandonano mai, per quanto si scappi ignorandole.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

La lettura e la scrittura sono due grandi colonne della mia esistenza. Mi hanno sempre permesso di vivere mille vite, di viaggiare, di conoscere. La scrittura in particolare mi permette di liberare la mente, di volare in luoghi e situazioni, di comportarmi (nei panni dei protagonisti) come mai avrei fatto, arricchendomi nel profondo.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

La lunga ombra di un sogno nasce venti anni fa, quando viaggiando in autobus per raggiungere il luogo di lavoro, prendevo appunti su un blocco a quadretti. Terminato il romanzo ricordo che lo inviai a varie case editrici, ma le riposte furono o un silenzio assordante, oppure una richiesta di denaro per pubblicare. Quindi il manoscritto è rimasto nel cassetto fino allo scorso anno.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Essendo una lettrice seriale, molti sono gli spunti e le aspirazioni. Forse per questo primo romanzo ho risentito di una forte influenza di Verga, riguardo la sicilianità della seconda parte del romanzo, ma la scrittura e la storia sono sicuramente più freschi ed attuali.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Il Maestro Giovanni Allevi, sicuramente, con il suo pianoforte e la sua orchestra.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Quando si diventa scrittori? Quando si è riconosciuti come tali. Leggetemi ed aggiungetevi alla già folta schiera dei miei lettori. Comunicatemi le vostre sensazioni e assieme cresceremo.

Autore: redazione

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