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Intervista a Piero Terranova, autore de “Donne in jazz”

jazz

Piero Terranova è nato a Palermo nel 1929, ora jazzista e musicologo, ma già ispettore contabile presso la Pubblica Amministrazione. In questa intervista ci parla del suo Donne in jazz

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Sono un jazzista ed un critico musicale ed ho anche la passione per la scrittura . Ho già pubblicato un volume sul Jazz (Genealogia di un linguaggio artistico) accreditato presso le migliori biblioteche d’Italia e quella delle arti di Bruxelles, per i capitoli dedicati al jazz belga. In programma un secondo Donne in jazz, un omaggio alla femminilità jazzistica vocale-strumentale. 

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Ho fatto studi classici e devo la nascita di questo amore alla naturale conoscenza dei valori letterari dell’italiano e come quasi cinque anni, trattasi della genealogia di un linguaggio espressivo ed istantaneo come il jazz, la musica che suono, così l’esigenza di fermare sulla carta sensazioni, emozioni, momenti ed istanti creativi…

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Ho impiegato quasi cinque anni per le approfondite ricerche in quanto trattasi della genealogia di un linguaggio artistico qual è il jazz fatto di istintività e creatività istantanea ed irripetibile. Ho convissuto i momenti drammatici di molti protagonisti, come i loro successi dal ghetto ai prestigiosi palcoscenici del mondo.

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

A nessuno in quanto trattasi di un testo che è una commistione di storia e critica musicale dei vari protagonisti del jazz. 

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Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Certamente per le pagine che narrano le vicissitudini, le fatiche sotto l’implacabile calore del sole sui campi di cotone del profondo Sud, un blues suonato al piano.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Ringrazio quanti avranno la possibilità di leggermi, il libro ha già riscosso tanto interesse anche per la sua intelligibilità.

Autore: redazione

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