Intervista a Oreste Albarano, autore de "Racconti d'Italia 1" - RecensioniLibri.org Intervista a Oreste Albarano, autore de "Racconti d'Italia 1" - RecensioniLibri.org

Intervista a Oreste Albarano, autore de “Racconti d’Italia 1”

Racconti d'Italia

Oreste Albarano nasce a Genova nel 1957. È medico e nei primi anni della carriera si specializza in neurochirurgia. Lavora poi per 15 anni come psichiatra a Napoli. É stato spesso impegnato nel sociale e nel campo dei diritti civili. Attualmente si occupa dei servizi di riabilitazione come dirigente medico per la ASL Napoli 1. In questa intervista ci parla del suo Racconti d’Italia 1.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Genere racconti. Storia e cronaca. I grandi protagonisti passano alla storia, le persone comuni no. Gente comune, pensieri, amore, pregiudizi, cibo, credenze, sesso, prostituzione, tasse, follia, manicomi, famiglia, infedeltà, celibato dei preti, questo ed altro nei cinque racconti. Un passato né recente né remoto: Italia 1975-2000. Uno sguardo al passato per capire il presente, guardando al futuro.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

L’amore per la scrittura nacque quando la maestra elementare indicò dei segni associandovi dei suoni: la magia delle parole. Lo studio di medicina e il lavoro mi portarono lontano dallo scrivere: tutto lo spazio fu per l’insanabile desiderio di leggere. Molti poi, apprezzando le mie narrazioni verbali, mi spinsero a scrivere. Dopo i primi test, ho messo mano al mio progetto: romanzi e racconti.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Ho impiegato tre mesi. Non ho avuto fretta, scrivevo anche altro. Ho scritto in momenti di grande quiete, in qualche notte insonne, o di grande caos: stazioni, bar, giardini pubblici, viaggi, treno. Ogni luogo è buono per accendere il portatile o il tablet. Immerso in una realtà che descrivo, diversa da quella in cui respiro, una barriera invisibile si crea e mi protegge da rumori e voci moleste.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Non credo di sapermi ispirare ad uno scrittore in particolare. Poi sono un gemelli e quindi ho più di una faccia. Sicuramente le letture che mi influenzano nello scrivere sono Zola, Marquez, Svevo ma anche Murakami. Ebbene sì. Mi piacciono le descrizioni nude e crude ma anche l’impatto visionario della narrazione e i segreti dell’animo umano. Magari il tutto condito con un po’ di ironia.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Dolce ItaliaEugenio Finardi.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

1975-2000. “La storia è maestra di vita” (Cicerone). Divertendoci, volgiamoci indietro, per capire come eravamo e chi siamo e per sapere come saremo.

Autore: redazione

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