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Intervista a Ernestina Rossotto, autrice de “Psico-design”

psico

Ernestina Rossotto è nata a Moncalieri (To) il 28 febbraio 1960. Laureata in psicologia presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, è psicoterapeuta famigliare. Ha lavorato sia nel pubblico che nel privato. Nel 2009 ad oggi ha dato vita ad una nuova corrente di pensiero, lo Psico Design, e ne ha depositato il marchio. Nel 2011 deposita il marchio Arte Addosso che si occupa di creazioni di borse artigianali.

Parliamo subito del tuo ultimo libro, Psico-design. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Il testo racchiude le mie considerazioni rispetto alla possibilità di affiancare la psicologia, l’arte e il design per creare spazi abitativi e di lavoro che facciano star bene. In un ambiente dove si vive e si lavora bene, si sta meglio e si lavora meglio. Le relazioni con la casa, con gli oggetti, con gli spazi: parlano di noi!

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Da sempre mi piace scrivere o appuntare frasi mie o di altri che reputo significative. Da sempre ho messo nero su bianco le mie emozioni. Non scrivo per lavoro, ma per diletto. Ora ho più tempo per scrivere. Penso anche che molti scrivono, ma pochi leggono. Molti parlano, ma pochi sanno ascoltare.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Direi sei, sette mesi. Precedentemente avevo acuto modo di coltivare la passione per la pittura e poi per il design. Considerata la mia formazione come psicologa, e il mio lavoro con la malattia, ho creduto opportuno fondere il tutto per la ricerca del bello e dell’armonia. Solitamente scrivevo in mansarda, nel silenzio del mattino, con la luce a volte con la nebbia che intravedevo dalla finestra.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Non saprei. Amo molto la capacità di alcuni autori di essere precisi, coincisi e lapidari. Amo la capacità di chi sa esprimere il proprio pensiero in maniera chiara e diretta. Comprensibile, anche se talvolta tecnica, per necessità.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Il lago dei cigni di Ciaikowskij. Questa musica la reputo adatta a qualsiasi tipo di cambiamento. Per me è un tipo di musica che trovo rilassante, ma forse non per tutti. Non credo che si possa consigliare di leggere ascoltando musica. Non sempre e non tutti amano il sottofondo, credo che molti preferiscano il silenzio.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Volete star meglio in casa vostra o sul posto di lavoro? Psico-design ti può offrire mille opportunità per il tuo benessere.

Autore: redazione

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