Intervista a Manuela Seletti, autrice de "Con i tuoi occhi mi vedo" Intervista a Manuela Seletti, autrice de "Con i tuoi occhi mi vedo"

Intervista a Manuela Seletti, autrice de “Con i tuoi occhi mi vedo”

con i tuoi occhi mi vedo

Manuela Seletti nasce a La Spezia nel 1973 ma vive a Portovenere fino all’età di 26 anni. Lavora in proprio come estetista nella sua Spa a La Spezia. Collabora con il Secolo XIX per il quale tiene una rubrica bimensile su argomenti di benessere ed estetica. Scrittrice autodidatta, frequenta una scuola di recitazione lavorando all’interno di una piccola compagnia teatrale locale.

Parliamo subito del tuo ultimo libro, Con i tuoi occhi mi vedo. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Il mio romanzo si colloca nel genere romance. È la storia di un piccolo amore mai finito. Un amore tra adolescenti che ritorna magicamente ed inaspettatamente dopo quasi 30 anni ma le scelte di vita ormai fatte ed i cambiamenti avvenuti nel corso degli anni renderanno impossibile il realizzarsi di questo sogno d’amore. Io l”ho pensato come un viaggio attraverso le stagioni della vita e del cuore.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Fin dall’infanzia. Scrivere per me è sempre stata un’urgenza. Ogni suggestione mi porta al bisogno di fermarla sulla carta. Il mio temperamento riservato e timido non mi hai permesso però di rendere pubblico qualcosa. Scrivo per la redazione di un quotidiano da parecchi anni ma la scrittura privata è un’altra cosa. Ora ho trovato finalmente il coraggio di esprimermi. Scrivere è taumaturgico.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Per la stesura di questa storia ho impiegato circa 7 mesi. Riesco a scrivere soltanto la sera poiché ho un lavoro che mi impegna tutto il giorno. La sera la mente si libera dai pensieri, il corpo si rilassa; idee e fantasia prendono la forma delle parole. Conduco una vita insospettabile. Faccio tesoro di ogni racconto che ascolto, qualsiasi cosa che mi crei una suggestione. Tutto diventa importante.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Qualcuno paragona il mio stile a quello della scrittrice Sveva Modignani. In effetti un po’ mi ci ritrovo. Vorrei arrivare un giorno ad avere uno stile veramente “mio”.  Sto lavorando per questo obiettivo. L’autrice attualmente che più mi ispira è la Mazzantini. Adoro come riesce a catapultarti dentro la storia. A livello descrittivo un’autrice del passato che adoro è Grazia Deledda.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

La storia è un’altalena fra presente e passato. Si parla di nostalgia e di ricordi dell’adolescenza vissuta negli anni 80. Consiglierei un album di una band famosa in quel periodo, per esempio i Cure, forse era quello il disco che suonava mentre Alec e Margot facevano l’amore per la prima volta in quella mansarda a Marsiglia.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Cari lettori, lettura e scrittura sono mondi dove rifugiarsi ma non dove isolarsi. Leggere e scrivere ci eleva e ci fa sentire parte integrante della società. Ci aiuta a capire meglio il prossimo e a confrontarci con esso.

Autore: redazione

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