Intervista a Luca Lapi, autore de "Memoria. I primi cinquant'anni della mia vita da 'diversabile'" Intervista a Luca Lapi, autore de "Memoria. I primi cinquant'anni della mia vita da 'diversabile'"

Intervista a Luca Lapi, autore de “Memoria. I primi cinquant’anni della mia vita da ‘diversabile'”

Memoria

Luca Lapi è nato il nel 1963. Diversamente abile (con Paralisi Congenita ad Arti Inferiori, Sfinteri e Vescica), ha la Maturità Linguistica e un Inserimento Socio-Terapeutico in Biblioteca Comunale a Borgo San Lorenzo (FI). E’, felicemente, “single”, zio di 8 nipoti (i primi 7, figli del mio fratello e l’ultima, figlia della mia 4a nipotem, ci dice). Credente, Cristiano, Cattolico. In questa intervista ci parla del suo Memoria. I primi cinquant’anni della mia vita da ‘diversabile’.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

É un libro autobiografico dalla mia nascita (17 Marzo 1963) al 16 Novembre 2013, corredato da foto scattate da mio fratello e realizzato, totalmente, a favore della Fondazione Ospedale Pediatrico Anna Meyer di Firenze.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Nasce a partire dalla mia iscrizione a Facebook, raccontando molte cose di me che, fino ad allora, non raccontavo che attraverso rapporti epistolari privati.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Ho impiegato molto tempo per scriverlo e, poi, per ridurlo all’essenziale poiché ho voluto concentrarlo in sole 10 pagine A4 dattiloscritte al pc.

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Non saprei. Poiché è uno stile mio, non saprei a quale autore potrei essere paragonato o a quale io potrei paragonarmi.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Non saprei, ma, forse, sceglierei delle basi musicali di canzoni italiane dei Favolosi Anni Sessanta.

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Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Acquistate il mio libro, i cui proventi in diritti d’autore derivanti dalla vendita vengono devoluti, interamente, a favore della Fondazione Ospedale Pediatrico Anna Meyer di Firenze (dove, da piccolo, sono stato ricoverato).

Autore: Redazione

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