Intervista a Gianni Pomante, autore de "La Montelliana" Intervista a Gianni Pomante, autore de "La Montelliana"

Intervista a Gianni Pomante, autore de “La Montelliana”

La montelliana

Gianni Pomante vive a Bologna, è consulente aziendale, ma con la passione della letteratura e della storia. Dopo alcune pubblicazioni relative a tematiche incentrate sul lavoro, ha pubblicato il suo primo romanzo, dal titolo La Montelliana

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

La Montelliana è un romanzo storico d’amore ambientato tra Bologna e Montebelluna, paesino ai piedi del Montello, nel medio Piave, durante la Grande Guerra. Il protagonista, giovane medico, viene mandato ad operare in un ospedale militare e, suo malgrado, s’innamora di una bella crocerossina.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

In vita mia ho sempre scritto: piccoli saggi per centri di ricerca, documenti ed elaborati tecnici, per lavoro. L’esigenza di scrivere un romanzo è emersa impetuosa e prepotente negli ultimi anni, solo in questa fase della mia vita, non più giovane.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Il libro è stato redatto in sette, massimo otto mesi, mentre il lavoro di ricerca e lettura delle fonti è durato almeno sei mesi. Per lavoro sono sempre fuori, in giro per il nordest, quindi ho potuto scrivere nei ritagli serali, come spesso capita a chi scrive, e nei giorni festivi e feriali, molto spesso in solitudine.

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

La mia scrittura volutamente ha un andamento calmo e asciutto, descrittivo e minuzioso, a volte, per accendersi con squarci di lirica estemporanea, quando lo sviluppo della pagina racconta di situazioni emotive e moti dell’animo che investono i protagonisti. Non c’è qualcuno in particolare ad aver influenzato la mia scrittura, ma se devo pensare a qualcuno, penso sicuramente a Federigo Tozzi.

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Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Per La Montelliana penserei, come colonna sonora di fondo, alla canzone Per Lei di Cocciante.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Se volete leggere un romanzo che racconti, descriva i meccanismi e le sensazioni che caratterizzano l’amore, la morte, la vita, in un contesto particolare, come può esserlo un conflitto bellico devastante, La Montelliana è quello giusto.

Autore: Redazione

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