Intervista a Marco Di Meco, autore de "Intermezzo" Intervista a Marco Di Meco, autore de "Intermezzo"

Intervista a Marco Di Meco, autore de “Intermezzo”

Intermezzo

Marco Di Meco nasce a Chieti nel 1982. Compositore, poeta, ha vissuto tra Italia, Svizzera ed Inghilterra. In questa intervista ci parla del suo Intermezzo

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Come coniugare l’amore per una persona, la voglia di esserle accanto con tutti gli impegni, gli ostacoli che la vita di oggi ci pone lunga la strada? Ecco, questa raccolta tenta di descrivere l’amare l’altro oggi. In una società che sembra mettere al primo posto l’economia, vivere una relazione sociale diventa, di fatto, una possibilità per pochi.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Ho iniziato a scrivere versi durante il servizio militare a Livorno, era il 2002. In realtà in quell’anno, durante le pause dal lavoro o nei giorni di riposo, leggevo molto. Non solo poesia, Montale, Ungaretti, e Quasimodo, ma anche narrativa, Pratolini e Calvino. Solo dopo due anni e mezzo ho deciso di pubblicare una prima raccolta, e da allora ho continuato.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

I versi di Intermezzo sono stati scritti in un tempo relativamente breve, circa due settimane. Ma sono nati in realtà durante tutto il 2016, un anno difficile.

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Non posso prescindere da Montale ed Ungaretti, ma soprattutto dall’ermetismo fiorentino. Il primo Luzi, Bigongiari, Sinisgalli, Gatto. E’ un modo di fare poesia che sento aderente a me, non solo come poeta, anche come persona. In Intermezzo, così come in tutte le raccolte che ho scritto fino ad ora, se ne sente l’influenza. Anche se i temi e le parole usate necessariamente sono diverse.

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Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Sceglierei l’intermezzo della Manon di Puccini.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Vivere nell’arte è un modo per esprimere la parte di noi che tace nelle circostanze quotidiane. L’augurio da parte mia è che tutti siano un po’ artisti ed un po’ fruitori d’arte. Un caro saluto, Marco.

Autore: Redazione

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