Intervista a Raffaele Abbate, autore de "Prodotti Difettosi" Intervista a Raffaele Abbate, autore de "Prodotti Difettosi"

Intervista a Raffaele Abbate, autore de “Prodotti Difettosi”

Prodotti difettosi

Raffaele Abbate è nato nella prima metà del secolo scorso in una cittadina di provincia (Benevento). Ha frequentato l’università di Napoli a metà degli anni ‘60. Dopo la laurea inizia a lavorare nella pubblica amministrazione. Dal mese di maggio del 2003 è in pensione e si dedica alla scrittura. Ha pubblicato quattro libri da maggio 2003 ad agosto 2015. In questa intervista ci parla del suo Prodotti Difettosi

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

La volontà di raccontare il livello di disumanità cui è giunta l’umanità mi ha spinto ad usare la lente dell’ironia. Da qui la scelta di un narratore non umano: un angelo osservatore che dopo millenni di lavoro si domanda quale deve essere il destino di questa assurda umanità e chiede istruzioni al suo superiore diretto. Ed inizia uno scambio di mail tra l’angelo e Dio.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Tutto è iniziato che avevo otto anni: pensavo e scrivevo “sceneggiature” per le messe in scena dei giochi con i soldatini. A quel tempo, inizi anni ’50, non c’era ancora la televisione e d’inverno perché soffrivo di tonsillite mica mi facevano uscire, quindi il tavolone di marmo della cucina diventava l’universo dei soldatini e delle pastorelle del presepe per i ruoli femminili.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Ho impiegato oltre un anno. Quello che faccio è più o meno quello che fa Umberto Eco, l’ho letto in numerosi articoli del professore e quindi è un metodo che dovrebbe funzionare anche se uno non è Umberto Eco. Allora prima di mettersi allo scrittoio con la penna d’oca occorre costruire l’universo, lo sfondo, il mondo dove si svolgerà il romanzo.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Oltre ad Umberto Eco, l’autore che vorrei essere è Simenon, non nei romanzi di Maigret, troppo prevedibili, il mio preferito è L’uomo che guardava passare i treni. Prodotti difettosi lo trovo simile a Diario Minimo di Eco.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Tutto Paolo Conte.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Chi sa fare fa e scrive, chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare insegna agli insegnanti, e chi non sa insegnare agli insegnanti fa politica.

Autore: Redazione

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