Intervista a Maggie S. Lorelli, autrice de "Automi" Intervista a Maggie S. Lorelli, autrice de "Automi"

Intervista a Maggie S. Lorelli, autrice de “Automi”

Automi

Maggie S. Lorelli, dopo aver conseguito la laurea in Lettere all’Università di Torino, si diploma in Pianoforte al Conservatorio “G. Verdi” di Torino. Lavora per dieci anni presso la Feltrinelli e, dopo aver svolto uno stage presso l’Adnkronos, scrive in diverse riviste musicali. Porta avanti parallelamente la passione per la musica e quella per la scrittura. Automi è il suo romanzo d’esordio.

Parliamo subito del tuo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Il libro, edito da Catartica Edizioni, è stato pubblicato a gennaio 2018. Il mondo descritto in questo romanzo è un incubo di democrazia svuotata, con un governo paravento di poteri occulti, lontani e feroci ad accanirsi su un’umanità senza speranze. Una sorta di grande laboratorio, frutto di scelte che rendono le “democrazie” vuoti simulacri e che hanno bisogno di nuovi schiavi. Automi, appunto.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Dopo aver conseguito la laurea in Lettere all’Università di Torino, mi sono diplomata in Pianoforte al Conservatorio “G. Verdi”. Ho fatto uno stage giornalistico presso l’Adnkronos e scritto per diverse riviste musicali. Ho lavorato per dieci anni presso la Feltrinelli e, come autrice radiofonica, ho collaborato con Radio Tre. Ho all’attivo numerosi racconti e Automi è il mio romanzo d’esordio.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Ho scritto il romanzo nell’arco di un paio d’anni, soprattutto nelle ore notturne, che hanno sempre accolto la mia dimensione creativa. Di notte la realtà si allontana dalla coscienza per far emergere inquietudini e fantasmi che popolano la fantasia e che prendono vita nel romanzo, nel quale la realtà politica e sociale italiana appare trasfigurata e, a tratti, grottesca.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

I miei riferimenti, sommi e irraggiungibili, ma sempre presenti nella mia scrittura sono José Saramago e Philip Dick. Il primo per le sue spietate allegorie sociali, il secondo per la prefigurazione di scenari postmoderni rivelatisi profetici. Mi vanto del fatto che in molti abbiano ritrovato questi riferimenti in Automi.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Senz’altro una colonna sonora tratta dal repertorio contemporaneo elettroacustico. Per esempio alcuni brani di Jean-Claude Risset o John Chowning, ma anche musica più “tradizionale” come quella di Ligeti o John Cage.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Automi vi conquisterà perché riguarda anche la vostra vita. Spero rappresenti quello schiaffo alla coscienza che mi ha indotto a scriverlo. Mi chiederete il seguito!

Autore: Redazione

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