Intervista a Valentina Bonci, autrice de "Diphylleia. Il ricordo" Intervista a Valentina Bonci, autrice de "Diphylleia. Il ricordo"

Intervista a Valentina Bonci, autrice de “Diphylleia. Il ricordo”

Valentina Bonci, classe ’96, è una scrittrice esordiente che ha da poco pubblicato il suo primo romanzo breve, con cui cerca di contrastare omofobia e discriminazione. Meglio conosciuta come Elia, sopratutto sui social come instagram, sta affrontando un percorso molto delicato di transizione per il cambio sesso. Nei suoi libri si può conoscere a fondo la sua delicata storia.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Abbattere le barriere e le discriminazioni è l’obiettivo prefissatomi con il mio ultimo libro pubblicato. Racconto la storia di Aiyana, giovanissima ragazza vittima di violenza e soprusi, la quale perderà la memoria a causa di un incidente, ma al suo risveglio sentirà il richiamo fortissimo dell’amore che neanche violenza e malattia sono riusciti ad uccidere nel suo cuore.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Scrivo perché non so dirlo, ecco. Perché parlare a voce per me è un ostacolo che non riesco a superare, come se io fossi in una bolla di vetro e fuori il mondo che non può in alcun modo sentirmi. Scrivo perché ho la consapevolezza di voler dire qualcosa, ho l’esigenza di dire questo qualcosa per cambiare in meglio il mondo e il tutto. Senza la scrittura non sarei che un atomo di solitudine.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Ho impiegato quasi tre anni per scrivere questo libro. Ho scritto sempre e solo di notte, molto spesso al mare, con le onde che mi bagnavano i jeans quasi fino alle ginocchia. Avevo, ed ho tutt’ora, un estremo bisogno di alienarmi e scomparire quasi dal mondo per poter dar vita a ciò che vive nella mia penna. Non ho corretto, mai, niente di ciò che ho scritto, lasciando alle parole la loro purezza.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Credo di aver assorbito tanto dello stile del De Luca, il quale amo particolarmente come scrittore. Lo stile che seguo è crudo, visionario, doloroso e sanguinario, un po’ come i poeti maledetti.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Three ways to destroy the universe.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Se mi stai leggendo è perché, come me, hai qualcosa da dire al mondo. Io lotto contro l’omofobia e la violenza tramite le parole scritte nei miei libri. Il tuo sostegno è importante per me, posso far si che la mia voce sia anche la tua!

Autore: Redazione

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