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Intervista a Antonia Dartizio autore de “Le @miche … a Matera”

@miche a matera antonia dartizioAntonia Dartizio, nata a Grassano (MT) nel 1949, ha insegnato Lingua Francese. Attualmente collabora con l’Alliance Française Basilicata in qualità di responsabile dei Corsi Delf/Dalf Tout Public che si tengono a Matera.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

È un romanzo. Un gruppo di amiche, in pensione, si ritrova su facebook e decide di incontrarsi a Matera, luogo magico che rappresenta le loro origini e che viene presentato e illustrato per proteggerlo dal tempo che, scorre, corre, incurante di tutto quello che succede, anche in vista di Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Ogni amica racconta la propria vita, filo conduttore dell’opera.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Il mio amore per la scrittura nasce da quando sono in pensione. Ho deciso, quindi, per puro bisogno personale, di scrivere i miei pensieri che incominciavano a procurarmi un certo malessere e che, a poco a poco, hanno preso forma e dato origine al mio primo libro: “Insegnare con passione – Travailler sans travailler”, che, poi, ho deciso di pubblicare.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Ho impiegato circa un anno. Mi piace scrivere la mattina, prestissimo, quando c’è silenzio, tanto silenzio. L’atmosfera che si crea mi permette di entrare in contatto con me stessa e di mettere a nudo i miei pensieri, che sono sinceri, avvolgenti a livello umano, affettivo. Inevitabile è l’azione catartica che ne deriva che mi carica di energie positive che hanno, naturalmente, ricadute sul sociale.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Non sento e non aspiro di assomigliare a qualcuno. Mi piace Pennac, affermatosi per la sua passione per la scrittura nonostante sia dislessico. Un altro aspetto che mi affascina di lui e che, in qualità di docente, mi lega a lui, è la sua professione di insegnante, che ha svolto con passione. Forse il suo “problema” l’ha stimolato a cercare di aiutare soprattutto gli alunni più fragili.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Non mi è mai interessata la musica , in genere, anche se apprezzo determinate colonne sonore. Sono le parole che sprigionano la musica più consona alla lettura. È una musica che non fa rumore ma che accompagna la lettura facendo vivere emozioni profonde. Una colonna sonora potrebbe turbare l’atmosfera che ciascuno di noi si crea, astraendosi dal mondo che ci circonda, durante la lettura.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Ogni libro racchiude aspetti di chi scrive, come in uno scrigno, che si apre solo se il lettore entra in sintonia con lo scrittore. Ogni libro potrebbe emozionarci, migliorarci e leggere è, quindi, la condicio sine qua non che permette di vivere.

Autore: Redazione

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