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Intervista a Stefania Magnano, autrice de “Una donna a bordo porta male”

Stefania MagnanoStefania Magnano, quasi 32 anni, ha studiato Giurisprudenza a Bologna e ora è avvocato a Siracusa. Nel tempo libero legge e scrivo un po’ tutto quel che le passa per la testa, come afferma nella nostra intervista.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca

Una donna a bordo porta male” è un romanzo storico e di avventura ambientato nel 1716.
Una ciurma pirata capitanata e composta da sole donne travestite da uomini naviga per il mar dei Caraibi con l’obiettivo di liberarsi (e liberare altre donne, anche con la forza) da un destino che le vede, inevitabilmente, sottomesse agli uomini e costrette ad assumere ruoli degradanti e inaccettabili.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Inizio intorno ai 10 anni, quando da un soprammobile della nonna viene fuori una storia che decido di battere su una vecchia macchina da scrivere. Da lì al computer il passo è stato breve.
Dai soprammobili si passa a sogni, scogliere, mansarde e, in questo caso, saggi storici e videogiochi. Ora che ho capito che scrivere è una delle poche cose che mi rende davvero felice, lo faccio senza se e senza ma.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Ci ho messo circa un anno e mezzo. Vivevo a Bologna, di giorno studiavo per l’abilitazione da avvocato e il concorso in magistratura e la sera scrivevo, e quello era l’unico momento in cui ero contenta che facesse un gran freddo o piovesse continuamente. Quando scrivevo di mare, la Sicilia mi mancava di meno.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Mi piacerebbe scrivere come Valerio Evangelisti (autore di una trilogia sulla pirateria piuttosto imponente), ma non riesco a imitare il suo stile crudo e asciutto. Tendo ad essere più descrittiva.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Salta subito in mente la colonna sonora di Pirati dei Caraibi, ma anche i Sea shanties (canzoni da lavoro marinaresche, alcune rielaborate in era moderna, altre effettivamente cantate dalle ciurme nel 1600 e nel 1700) non sono male.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Se volete evadere per un po’ dalla realtà e visitare un “mondo di legno” decisamente insolito, unitevi alla pericolosissima ciurma della Iris Faith e scoprite se è proprio vero che una donna a bordo porta male… e quanto ne porta…

 

QUI la presentazione dell’opera. 

Autore: Redazione

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