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Intervista a Salvatore D’Ascenzo autore de “La ballata del sottosuolo”

La ballata del sottosuoloIstruttore cinofilo, Salvatore D’Ascenzo fino ad ora, ha pubblicato cinque libri:  “Mattoncini rossi ” in cui ha raccolto le testimonianze dei sopravvissuti al terremoto del Nepal del 2015,” Colpi di coda“, poi riedito come “The beagle’s“, una raccolta di racconti con protagonista un beagle, “I numeri dispari sono di troppo“, scritto in collaborazione con otto detenuti del carcere di Teramo e “La Ballata del sottosuolo“.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Si tratta di una fiaba ispirata alla storia vera di Piero, un bimbo iperattivo con cui sono venuto in contatto. Piero si sentiva solo e sfogava la sua rabbia sui piccoli animali che gli capitavano a tiro. Ho così immaginato che, un giorno, una lucertola che egli sta per colpire, inizi a parlare e lo guidi in un viaggio in cui capirà che non si è mai soli se si sanno ascoltare le voci della natura.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

La scrittura per me è sempre stata un momento di fuga dalla realtà; da bambino scrivevo racconti horror abbastanza brutti, illeggibili. Crescendo ho abbandonato questa passione che poi ho ripreso, inaspettatamente, per pubblicare il mio primo libro, un reportage dal Nepal distrutto dal terremoto del 2015.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

La ballata è stata scritta molto velocemente; nel giro di un mese era pronta. Era estate e, pur facendo molto caldo, ho scritto di getto poichè la storia di Piero era simile alla mia in tanti punti. Era come se questa storia aspettasse di venir fuori da tempo; scrivevo in ogni momento di pausa dal cellulare e su qualsiasi supporto mi capitasse a tiro.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

La mia più grande ispirazione è Dostoevskij ma il mio stile è molto diverso dal suo; quando mi sarò anche solo avvicinato ai suoi livelli, potrò smettere di scrivere! Ho da fare ancora molta strada. Dai russi ho preso ispirazione per la descrizione degli uomini comuni, buffi ed tremendamente soli. La ballata,tuttavia, non ha nulla dello stile russo. È una favola nata del tutto spontaneamente.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Sceglierei la canzone “Drago” di Tricarico.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Ai lettori di Recensionilibri.org, prendendo in prestito una battuta della lucertola Spiffero de La ballata del sottosuolo, chiedo: “Che senso avrebbe se tutto dovesse avere un senso?”

Autore: Redazione

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