Intervista a Paola Giusti, autrice de "Io, vivace invalida senza frontiere" - RecensioniLibri.org Intervista a Paola Giusti, autrice de "Io, vivace invalida senza frontiere" - RecensioniLibri.org

Intervista a Paola Giusti, autrice de “Io, vivace invalida senza frontiere”

Io vivace invalida e senza frontiereNata a Campiglia Marittima (LI ) il 28.05.1944, residente a Montespertoli (FI). Con il suo libro d’esordio, Paola Giusti ha vinto due coppe di primo premio e altri riconoscimenti letterari. “Mi occupo di tante cose, preferibilmente di viaggiare. Sverno da 20 anni al sole tropicale.”

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca

Memorie: la paralisi è esplosa a 16 anni, in me ragazzina sportiva, ho vissuto 5 anni di strenua riabilitazione. L’handicap motorio permanente non mi ha, però, impedito di vivere intensamente, con successi professionali, viaggi nei 4 continenti, fidanzamenti, indipendenza economica e belle esperienze durante 20 anni in Germania. Matrimonio e divorzio ai Caraibi.
Sempre lotte ma tanta gioia di vivere, determinazione.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Sono diventata 73enne, grazie al fatto che esclusi l’idea del suicidio a 21 anni, quando mi fu chiaro che sarei rimasta disabile tutta la vita. Soddisfatta, realizzata, mi mantengo guerriera e mi concedo tutto ciò che posso, malgrado la sedia a rotelle. Sollecitata da tante persone, le quali m’incitavano a scrivere, è nata la mia autobiografia, che mi è servita da piacevole auto-analisi.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Ho impiegato circa un anno per scrivere, preferibilmente nel silenzio della notte al PC. Mi ritrovavo talvolta a vedere il giorno, meravigliandomi di non essere stanca. Per completare ed arricchire il testo cercavo foto, appunti, qualche diario, lettere ….è stata una interessante passeggiata nel tempo.

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

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A Oriana Fallaci, toscana come me, sincera, incisiva, schietta. Nel libro io cito alcune sue frasi, ma anche quelle di vari altri autori.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Sceglierei “Grazie alla vita” cantata da Gabriella Ferri e “Con te partirò” di Andrea Bocelli nella parte quasi finale del libro, in cui parlo del mio matrimonio in Repubblica Dominicana col “cioccolatino” 24 anni più giovane.
All’inizio non metterei musica, perché il drammatico inizio richiede silenzio e quando racconto del mio massimo amore deceduto per tumore al cervello metterei “Il tema di Lara“.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Lettura scorrevole, appassionante, che trasmette energia ed entusiasmo, oltre che riflessioni. Si gustano episodi ricchi di umorismo, impensabili nell’autobiografia di una invalida 100% ( prima 80% ).

Autore: Redazione

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