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Intervista a Michela Mannoia, autrice de “Diario di Bordo”

Diario di bordo Michela MannoiaNata a Roma nel 1981 e laureata in Lingue all’Università di Roma Tor Vergata, per molti anni Michela Mannoia ha solcato i sette mari lavorando sulle navi da crociera. Estinta la sua sete di vagabondaggio, è attualmente segretaria amministrativa presso un’azienda romana. Pubblica il suo primo libro nel 2017 con la CE Scatole Parlanti e ne ha in cantiere un altro di prossima uscita.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Il Diario è una raccolta di aneddoti divertenti vissuti in prima persona a bordo delle navi da crociera. Facevo la receptionist, ovvero svolgevo la mansione di parafulmine tra la compagnia e i passeggeri, spesso arrabbiati, a volte ridicoli e di sicuro molto variegati.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Ho sempre scritto sin da bambina come valvola di sfogo (ecco perché i diari). È una cosa piuttosto fisiologica! Non sono capace a inventare storie ma per sdrammatizzare quello che mi succede sono in grado di narrare gli eventi in maniera accattivante e piuttosto ironica.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Il Diario è stato scritto cammin facendo, negli interminabili mesi passati a mollo su una tinozza, per così dire. Nei momenti di calma, quando tutti i passeggeri erano in escursione o a cena, ne approfittavo per scrivere. Pubblicavo gli episodi settimanalmente sul mio profilo Facebook e alla fine ho deciso di raccoglierli tutti in un unico libro.

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

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Ho sempre amato il modo di scrivere di Stefano Benni, capace di un’ironia quasi surreale. Mentre leggevo i suoi libri, da adolescente, speravo un giorno di imparare a usare le parole come lui. C’è molto di quell’ispirazione nel Diario di Bordo.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Sicuramente una colonna sonora rock! Ci sono diversi riferimenti nel libro, anche perché non riesco a stare senza musica. Perciò farei una compilation con Queen, AC/DC, Jeff Buckley, Tool, Judas Priest, (aiuto, non mi fermo più!)

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Domande surreali, personaggi assolutamente indimenticabili e membri dell’equipaggio fuori di testa: tutto questo e anche di più è il Diario di Bordo. Levate l’ancora e salpate con noi!

Autore: Redazione

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