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Intervista a Fabrizio Orsini autore de “Alle origini di un conflitto”

Alle origini del conflittoArchitetto, per anni consulente per grandi società, Fabrizio Orsini coltiva da sempre la passione della ricerca storica unita alla scrittura. Storico dello sport, con al suo attivo svariati saggi e convegni a tema storico sportivo; Orsini è, inoltre, biografista sportivo per l’Enciclopedia Italiana.
Scrive settimanalmente per il portale di architettura Floornature.it dove commenta le più importanti architetture del mondo.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Si tratta di un saggio non solo storico, il cui tema va a toccare le ragioni che muovono storicamente a contrapporre musulmani orientali e cristiani occidentali. Vengono poste svariate domande cui si dà risposta, argomentando in maniera autorevole grazie a contributi di validi studiosi del settore.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Sono architetto, ma scrivo da sempre per passione. Così dopo aver fatto numerose esperienze lavorative, l’unica che non ho mai davvero abbandonato e che non mi ha mai deluso è la scrittura, e l’ho fatta diventare un lavoro.
Ora scrivo tutti i giorni e sono pienamente soddisfatto.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Questo libro è stato scritto dopo aver vissuto e frequentato il Medio Oriente, Libano e Israele in primis.
Così dopo che amici e conoscenti mi chiedevano assiduamente di capire cosa accadeva da quelle parti, ho scritto alcune cose, che man mano sono diventate un libro.
Poi dopo circa dieci anni di attesa e peregrinazione da un editore e l’altro, l’ho pubblicato in self publishing e sono contento.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Non è facile pensare a un saggista come punto di riferimento letterario. Il mio libro è molto denso ed è composto di piccoli capitoli facili da leggere, ma pieni di notizie. Uno degli autori che mi ispirano sempre è Thomas Spidlik, un gesuita celebre per i suoi scritti sistematici, di chiara fama. Però anche certi romanzieri, come John Fante e Jack London, che hanno uno stile rapido e incisivo.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Le colonne sonore potrebbero essere svariate. Direi che alcuni madrigali o canti gregoriani potrebbero sostenere le pagine relative ai Templari, così come certi virtuosismi con il liuto quando si parla dell’Islam. Però non disdegnerei di inserire dei lampi rock per certe sottolineature provocatorie che nel libro sono presenti.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Molti di voi si chiedono perché l’Islam sia così aggressivo con l’Occidente. In queste pagine troverete molte risposte insospettabili e molte azioni da intraprendere che sospetterete ancora meno

Autore: redazione

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