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Intervista a Davide Uria, autore de “Trame d’assenza”

Trame d'assenzaNato a Trani nel 1987, Davide Uria si è laureato in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. Nel 2005 si è classificato al terzo posto nella categoria Giovani del Concorso Nazionale di Poesia “Segni d’appartenenza”. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Mart di Rovereto (TN) e come cultore della materia presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. Scrive e realizza illustrazioni.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca

Trame d’assenza” è una raccolta di poesie. Non è semplice parlare di una silloge poetica, poiché ogni poesia racconta un mondo a se stante, seppur legate tra loro. Il tema portante dell’intero lavoro è l’assenza, intesa come ricerca di un valore perduto, perché l’assenza non è vuoto, racconta di qualcosa che c’era e che adesso non c’è più, è una “narrazione” colma di malinconia.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Scrivo da ragazzino, non riesco a spiegare in che modo sia nata la mia passione, almeno razionalmente. È diventata una consuetudine, un rifugio, il nettare per affrontare i miei fantasmi. È una passione come un’altra, ma necessaria per vivere, almeno per quanto mi riguarda.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Sono trascorsi quattordici anni dalla mia prima poesia. Scrivevo principalmente di notte, nella mia camera, lontano da tutti, raramente in treno. Trovo la notte un momento prezioso, quasi sacro. È silenziosa e il silenzio porta a riflettere e a pensare, a immaginare. Le sensazioni notturne tra i versi delle mie poesie, sono proprio il risultato di questa mia attitudine.

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

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Ho letto molti libri di poesie. Da ragazzino avevo una passione viscerale per la letteratura Surrealista francese, questo mi ha portato a prendere spunto da quel modus di fare poesia, seppur il mio sia uno stile contemporaneo, composto da versi liberi. Ho amato anche il simbolismo de “I Fiori del male” di Baudelaire: è “grazie” a quel libro se ho iniziato a scrivere.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Sud Est di Carmen Consoli.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Grazie per lo spazio datomi nel vostro sito, spero di aver destato curiosità. Buona poesia a tutti, l’arte un giorno (forse) ci salverà!

Autore: Redazione

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