Intervista a Andreina Moretti, autrice de "Il cuore in tasca e i ricordi in valigia" Intervista a Andreina Moretti, autrice de "Il cuore in tasca e i ricordi in valigia"

Intervista a Andreina Moretti, autrice de “Il cuore in tasca e i ricordi in valigia”

Andreina Moretti è nata il 21 febbraio del 1959 a Roseto degli Abruzzi, dove vive tutt’oggi con i sei meravigliosi figli. Da bambina sognava di …diventare una scienziata! La famiglia non ha avuto la possibilità di farle continuare gli studi, così la sua vera scuola è stata la vita, mentre l’arte della scrittura ha rappresentato per lei un magico mondo in cui rifugiarsi. Ha vinto numerosi premi letterari.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

E’ un romanzo che racchiude la vita di ognuno di noi fatta di difficoltà, di gioie, di cadute e di rialzate, della voglia di arrendersi e del desiderio di riscatto. Parla di solitudine e della ricerca dell’amore. Il romanzo inizia come se fosse un poliziesco e poi si apre sul cuore della protagonista…il nostro piccolo quotidiano racchiuso tra le pagine di un romanzo.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

La mia è una storia difficile fatta di solitudine e stenti. Ero una bambina che lottava contro una vita matrigna usando le armi in suo possesso per non arrendersi alla disperazione. Ho smesso di parlare chiudendomi in un mondo tutto mio; lì non poteva raggiungermi nessuno, allora ho iniziato a scrivere per costruire un ponte che mi collegasse con il mondo esterno.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Scrivo di notte quando la casa “dorme”. Ho una piccola casa e sono mamma di 6 figli, quindi è facile immaginare come sia difficile ritagliarsi un piccolo angolo dove concentrarsi. Mi capita sovente di svegliarmi nel cuore della notte, per scrivere dei pensieri che si rincorrono nella mia mente. Questo romanzo era già scritto dentro me, ho solo risistemato i capitoli.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Io cerco di essere me stessa sempre, non solo nello scrivere. Adoro Alda Merini, dico con vergogna che alcune delle mie poesie si accostano al suo stile, perchè non mi sento degna di nessun paragone con i grandi artisti ma lo dico solo “stando al gioco”. Ho vinto un premio letterario dedicato a lei. Credo che ogni scrittore sia differente se pur simile.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Quando presento i miei libri ci sono sempre dei momenti musicali, in cui io leggo e la mia amica Valeria, dalla voce incantevole, canta o vocalizza a seconda dei casi. Per questo romanzo userei come sottofondo la colonna sonora di “C’era una volta in America”.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Voglio giungere al tuo cuore con una storia realmente accaduta. Narra la vita di una donna che racchiude la storia di ognuno di noi. Sarà come guardare la propria immagine riflessa nello specchio della vita, dell’amore e della voglia di salvezza.

Autore: Redazione

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