Gianluca Paolisso racconta Saffo Gianluca Paolisso racconta Saffo

Gianluca Paolisso racconta Saffo

Gianluca Paolisso

Gianluca Paolisso

INTERVISTA A GIANLUCA PAOLISSO

Sono abituata a pensare che i ragazzi di oggi, così presi dai social network, non abbiano più nulla a che fare con la storia antica, con la poesia e con il romanticismo e invece lei mi smentisce. Quindi mi vien da chiederle: come mai Saffo?

Innanzi tutto desidero salutare tutti gli amici di questa bellissima piattaforma virtuale dedicata ai libri e alla letteratura emergente e non, e soprattutto ringraziare voi per questa gradita chiacchierata dai molteplici temi.

Per rispondere alla sua prima domanda, desidero riportare una citazione del grande Eduardo De Filippo, tratta dalla commedia “Le Voci di Dentro” ( 1948 ):

ROSA: Io per Luigino mi farei tagliare a pezzi … Lo vedo così sbandato … Si vorrebbe occupare e non trova niente di conveniente per lui. Poi fa discorsi così sfiduciati! Sarà questa gioventù moderna, che non crede più a niente …

ALBERTO: Non è colpa loro, donna Ro’ … Cosa gli abbiamo lasciato?

Noi giovani ci siamo trovati catapultati in un’epoca nella quale nessun valore sembra poter prevalere sull’egoismo e la sopraffazione. Ciò che conta è il successo individuale, e non la dignità e il rispetto della collettività. Dico questo non per giustificare la mia generazione, ma per analizzare il perché determinate bellezze non riescano più ad essere percepite come tali. È vero, molti giovani fondano la propria vita su una “non realtà” virtuale, dove tutto si amplifica in maniera innaturale, eppure intorno a me vedo anche molti ragazzi e ragazze amanti della letteratura, delle arti pittoriche e performative, estremamente colti e difficili da corrompere o influenzare.

Perché Saffo? Forse proprio per ritrovare un barlume di Poesia e autentico romanticismo.

La storia antica rappresenta la radice più profonda della nostra cultura, e credo che riscoprirla sia fondamentale. Saffo è uno dei personaggi più importanti e luminosi in secoli e secoli di oscurità, la prima poetessa ad aver raccontato l’Amore nella sua accezione terrena, carnale, sintomatologica.

I sentimenti esistono in noi fin dalla notte dei tempi, ma fin quando un poeta non li “classifica”, non li rende visibili e comprensibili in tutta la loro bellezza o crudeltà, restano solo delle percezioni. Questo è uno dei compiti del Poeta, e Saffo ha assolto tutto ciò con grandi meraviglie purtroppo in gran parte perdute. Quel poco che ci resta dobbiamo conoscerlo. Il mondo si potrà salvare solo se la Bellezza e la Poesia continueranno ad albergare nel nostro animo. Non è un’utopia, è solo una realtà ancora troppo lontana … ma non impossibile da raggiungere.

Scrittore, attore di teatro. Un ragazzo poliedrico. Cosa altro fa nella vita?

Purtroppo o per fortuna scrivere e recitare comporta una dedizione totale, quasi assoluta. Non ci sono molti spazi di “sfogo”, per così dire. Se si è fortunati, nell’ambito del Teatro o della Scrittura si possono trovare persone magnifiche con cui condividere i piccoli passi di ogni giorno, ma non sempre. Senza paura rispondo che, almeno per ora, nella mia vita non c’è nulla di più di questo lavoro. Ma un percorso difficile riempie, rende felici e permette di conoscersi in profondità. Cosa può esserci di meglio? Si tratta di un dono, e come ogni dono va conservato e coltivato.

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Per il momento Saffo è solo in formato elettronico; lo vedremo mai in cartaceo?

Pubblicare “Saffo” in formato e-book con i ragazzi della Casa Editrice “Edizioni di Karta” è stata una scommessa che ho voluto inseguire con i miei agenti di “Luna Letteraria Studio Associato”: ci sono nuovi supporti di lettura offerti dalla tecnologia, e il mercato in tal senso sta crescendo (con i consueti tempi lenti) anche in  Italia. Ho sempre detto:” L’importante è che si legga”.

Da amante della carta e del suo profumo, spero che in futuro potrà esserci una nuova edizione cartacea di “Saffo”, sarebbe accolta con grande affetto.

Tornando a lei, mi piacerebbe sapere cosa ne pensa dell’amore. Pensa che sia davvero quel brutto demone che dipinge?

Nel caso di “Saffo” la parola “dèmone”, riferita all’Amore, non può essere intesa nell’accezione negativa che la religione cristiana suggerisce, ma nel senso “greco”, ovvero una creatura che vive a metà fra cielo e terra, un essere che smuove il nostro animo fino alla gioia e alla felicità (non a caso quest’ultima parola, nella lingua greca antica, è costituita da “eu” – Buon – e “daimòn” dèmone). La felicità è un buon dèmone, ed anche l’Amore è fatto della stessa sostanza: è un essere dall’aspetto pauroso, come diceva Dante, alle volte crudele, che però ci fa toccare i limiti estremi del piacere e della meraviglia. Non è  mai “brutto”. Credo che in “Saffo” si dipinga l’amore in questo modo.

Il senso etimologico di cui sopra può spiegarci molte cose, ma mai tutto ciò che ruota intorno al sentimento: c’è sempre un “non detto”, un senso di mistero che ne costituisce l’essenza.

Personalmente continuo il mio percorso cercando di capirci qualcosa, ma credo che questa volta la comprensione dell’Amore sia una vera e propria utopia!

La vita degli artisti so che è costellata di sacrifici, sia fisici che relazionali, qual è la cosa più difficile che abbia mai dovuto fare?

Come ha detto lei giustamente, è difficile rinunciare alla normalità dei rapporti interpersonali. Soprattutto con il teatro ci si confronta però con le persone in maniera diversa, non so se in maniera più profonda, ma di sicuro in maniera diversa dalla consuetudine.

Eppure la cosa più difficile che ho dovuto fare è accettare che il mio lavoro comporti una necessaria solitudine. E la solitudine alle volte ti butta faccia a terra, ti fa respirare il sapore della terra, e da li alle volte nasce qualcosa di bello. E’ una piccola e indispensabile sofferenza.

Come si vede tra dieci anni?

Al centro di un palcoscenico, scrivendo il mio nuovo romanzo!

A parte gli scherzi, spero che tra dieci anni alcuni miei sogni nel cassetto trovino una degna realizzazione, e che i tanti sacrifici compiuti  si tramutino in frutti facili da cogliere.

Mi auguro di tornare prima di dieci anni a parlare con voi di un mio nuovo lavoro, naturalmente! Nel frattempo abbraccio voi e tutti gli amici che vi seguono, vi mando un affettuoso saluto, e arrivederci a presto!

Saffo di Gianluca Paolisso | Edizioni di Karta

Autore: Egidia Lentini

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