Le parole degli altri | Michaël Uras

“Dunque, la letteratura è la vita dell’altro dalla finestra. In questo può aiutarci, perché è quasi la vita. Occorre semplicemente adattare il testo alla situazione. In quel ‘semplicemente’ sta tutto il sale del mio mestiere.” 

Ecco a voi Alexandre, mesdames et messieurs! É il protagonista di Le parole degli altri di Michaël Uras. 

Ma chi è davvero Alexandre? Un “b-i-b-l-i-o-t-e-r-a-p-e-u-t-a”! Sì, ok, neanche la madre capì cosa volesse dire, anzi inorridì, quando suo figlio Alex, contrariamente alle sue aspettative di docente di letteratura francese all’università, impegnata nell’azione salvifica della conservazione del classicismo più arcaico, le dichiarò di aver scelto quella come professione: “quando avevo pronunciato la parola ‘biblioterapia’ di fronte a mia madre, lei aveva creduto che fossi entrato in una setta”. E invece attraverso i libri egli cerca, riuscendoci il più delle volte, di trovare rimedio ai dolori e ai diversi mali di vivere dei pazienti che gli capitano a tiro.

Aux petits mots les grands remèdes è il titolo originale del romanzo, ovvero Poche parole, grandi rimedi.  E quando le parole appartengono a grandi autori, le probabilità di guarire aumentano…

Michaël Uras nasce nel 1977, madre francese e padre di origini sarde, innamorato della letteratura, materia che ancora oggi insegna, arriva al successo nel 2012 con Chercher Proust dove forse l’eco del romanzo che pubblica nel 2016 e che oggi vi racconto fa già capolino tra le righe…una passione assoluta per il suo amato Proust è, infatti, la “prima donna” del protagonista, un’ammirazione tanto forte da fondersi e confondersi nella sua vita. Al suo attivo tre romanzi tra cui Nos souvenirs flottent dans une mare poisseuse (I nostri ricordi galleggiano in uno stagno appiccicoso), che nel 2014 gli vale la candidatura al premio Horizon; ha partecipato anche alla collezione Siamo Charlie pubblicando, nel febbraio 2015, Le livre de poche. Il suo prossimo romanzo uscirà a marzo in Francia.

Da Goethe a Kafka, da Proust a Salinger, da Cohen a Baudelaire, romanzi, poesie, tragedie e lieto fine sapientemente si susseguono e prendono letteralmente vita in questo racconto che con tanta semplicità mostra però lo spessore culturale nonché il grande umorismo di Michaël Uras.

Era la biblioterapia, e ne avevo fatto il mio mestiere. Siccome le parole potevano distruggere, e ogni cosa su questo pianeta aveva un lato positivo e uno negativo, c’era un valore salvifico nella letteratura di certi testi”.

E il compito di Alex è, come per ogni specialista che si rispetti, incontrare i propri pazienti, a domicilio, per strada o sulla poltrona Ikea del suo studio, e ascoltarli, individuarne la patologia per poi, a diagnosi effettuata, prescrivere un bel libro, o più di uno: dosi da assumere in maniera massiccia, senza limitazioni di orari!

Nome del paziente, situazione, ipotesi di lavoro. Questi gli elementi che ritroviamo nelle schede del nostro biblioterapeuta, e che si riempiranno con quattro nomi:
Yann, un giovane traumatizzato dalla vita e da un incidente, da cui invece il padre è rimasto illeso, costretto al silenzio a causa della lingua mozza, ma dalle straordinarie capacità di analisi, che metterà il terapeuta alle strette quasi in un’inversione di ruoli medico/paziente;

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Anthony Polstra, brillante, ricco e macho calciatore della nazionale francese, in piena crisi esistenziale, all’apice della propria carriera eppur costretto a fare i conti con la sua diversità;

Robert Chapman, un uomo sposato, soprattutto con sé stesso e con il proprio lavoro, si presenta da Alex volontariamente (ma ne siamo proprio sicuri?) per migliorare e guarire; ex lettore, regalerà non poche sorprese;

Alexandre, proprio lui. Abbandonato dalla compagna con l’accusa, fondata, di amare esclusivamente i libri. Un uomo ossessionato dalla letteratura, che cerca di salvare gli altri, ma chi penserà a salvarlo?

Personaggi così diversi, eppure gestiti in maniera fluida da Uras nel suo grande spettacolo teatral-letterario. Ognuno al proprio posto. Ognuno però collegato all’altro. Le loro storie, infatti, si incrociano, tra imprevisti, risate e passi che sembrano condurre a un lieto fine (ma questo ci sarà davvero?). 

Michaël Uras vi farà rivivere tra le pagine non solo di questo, ma di mille romanzi: i suoi personaggi accompagneranno il lettore con simpatia, leggerezza e ironia, senza rinunciare a condividere i valori più importanti della vita e indurci a riflettere sulla nostra.

Ci sono momenti fondamentali nelle nostre esistenze, momenti così forti da anestetizzare la realtà. Ma per goderne bisogna saperli riconoscere. Non buttarli via. Perché non tornano più e lasciano in bocca il gusto amaro del tempo perduto”.

Una fotografia bellissima dei nostri tempi, di una Parigi e di una vita frenetiche ma allo stesso tempo meravigliose, in cui, se non l’avessimo già, dovremmo scegliere tutti un biblioterapeuta e smetterla di correre incontro al dio accumulo.

Io me ne frego di possedere un appartamento: voglio possedere soltanto libri!

Des livres, seulement des livres”, questo è tutto ciò di cui mi ha rivelato aver bisogno Alex (o forse era Michael?!): solo libri e tanto Amore…
Come dite? Sì, avete proprio ragione: è così anche per me!

Autore: Roberta Liberto

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6 Commenti

  1. Grazie Roberta per la recensione… mi ha incuriosita molto!!!

  2. “Siccome le parole potevano distruggere, e ogni cosa su questo pianeta aveva un lato positivo e uno negativo, c’era un valore salvifico nella letteratura di certi testi”…proprio vero! Leggendo, quasi mi sembra di conoscerlo questo “b-i-b-l-i-o-t-e-r-a-p-e-u-t-a”, farò un pensierino alla lettura, chissà che non possa illuminare anche me attraverso le sue pillole di letteratura!

  3. Cara Roberta, grazie mille per questa bella recensione !!! Michael Uras

  4. Merci a toi Michael, puor ton livre, pour tes mots, il a etait un plaisir et un honneur de toi commentaire! Nous attendons le prochaine!!

  5. Ciao Chiara, grazie per il tuo commento! Credo tu abbia ragione, converrebbe provare questo tipo di “cura”, mal che vada avrai fatto un viaggio grazie ad un bel libro!

  6. Ciao Tiziana! Grazie a te per aver condiviso la curiosità nata…ti auguro non si spenga mai! Buona lettura!

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