È solo una storia d’amore | Anna Premoli

Solo una storia d'amore Anna PremoliAnna Premoli ritorna con un altro bel libro destinato ad entrare nelle classifiche ma che non soddisfa le aspettative. 

Dallo stile divertente, come ormai ci ha abituati l’autrice, “È solo una storia d’amore” abbina alla classica love story un altro tema estremamente reale ed attuale: il pregiudizio nei confronti del genere rosa.
Ed è proprio questo che accade alla nostra protagonista Laurel in arte Dalilah, affermata scrittrice di romanzi rosa amatissima dal pubblico femminile e sempre in vetta alle classifiche. Per puro caso incontrerà Aidan Tyler, vincitore del Premio Pulitzer cinque anni prima e da allora scomparso dal panorama editoriale.

Amante dell’ordine lei, della sregolatezza e delle donne lui. Due persone a confronto ma anche due generi letterari.
Aiden rappresenta il genere impegnato non adatto a tutti che guarda con disprezzo il genere rosa, considerato sempliciotto e adatto solo alle casalinghe disperate. Lauren sostenitrice esattamente del contrario nonostante lei stessa non crede a ciò che scrive, ma convinta che sognare attraverso le pagine di un libro non sia né da condannare né una vergogna per le lettrici.

Perché i libri sono una forma di terapia: una dose di sogni a occhi aperti spesso ti ripaga da molte infelici esperienze reali. Tutti hanno bisogno di dimenticarsi per un attimo la propria vita”.

L’unica cosa che sembra unirli è l’editore in comune, Norman amico di infanzia e di sventure di Aiden che cerca a suo modo di spronare l’amico a uscire dal torpore in cui è caduto e lo fa mettendogli sotto al naso uno dei libri di Dalilah, che al contrario di lui è una delle scrittrici più prolisse. È a questo punto che tutto il disprezzo per “le copertine rose” viene fuori e sarà il leitmotiv di tutta la storia, per quanto, a mio avviso, a volte troppo presente e abbondante tanto da mettere in secondo piano le vicende amorose dei due protagonisti che si troveranno a lavorare ad un romanzo a quattro mani

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Assistiamo così ad una serie di scontri tra i protagonisti che pur non condividendo la maggior parte delle loro idee si ritrovano a non potete far a meno l’uno dell’altro. 

“Questo non lo sai. Nessuno sa bene che diavolo ha dentro finché non prova a metterlo per iscritto.”

24 capitoli in cui si alternano i punti di vista dei protagonisti quello maschile lascia il posto a quello femminile in un susseguirsi di litigi e di riflessioni.

Il tempo narrante è la prima persona. Un romanzo nel romanzo in cui la protagonista spiega come nascono i libri d’amore e come può essere scritto senza necessità di ricorrere a effetti speciali. Scrivere una storia d’amore può sembrare una passeggiata, ma attraverso i pensieri e le azioni dei suoi protagonisti.

La riflessione finale è chiunque può scrivere storie d’amore, ma non tutte terranno il lettore incollato alle pagine.

Se da un lato questo libro coinvolge, specie per chi spesso ha sentito cadere il pregiudizio su di sé quando in libreria la prima tappa obbligatoria è verso i romanzi d’amore, proprio questa risulta in quest’opera soffocata, messa in secondo piano, poco attiva.

Nonostante questo risulta simpatico, veloce e scorrevole un buon compagno di viaggio incentrato, però più che sulla storia d’amore, sull’accettazione di un genere cercando di scardinare gli antichi cliché che ancora sono radicati nella società.
Anna Premoli nata in Croazia, nel 1987 si trasferisce in Italia ed è qui che inizia la sua carriera di scrittrice. Il suo primo romanzo Ti prego lasciati odiare viene pubblicato dal marito in self-publishing. Il successo è immediato tanto che il libro verrà acquistato dalla Newton Compton che ne realizzerà la versione cartacea diventando così il primo caso di self-publishing fortunato tutto Made in Italy. 

Autore: Oriana Giraulo

Giornalista, social Media Manager e divoratrice di libri convulsiva. Il primo libro che ho letto è stato "Il nome della Rosa", mentre quello che mi ha cambiato la vita "Il Maestro e Margherita". Nata nel 1986 a Salerno nella mia borsa non manca mai un libro nella quale mi immergo perché vivere solo una vita per me sarebbe troppo noioso.

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