Un terribile amore di Catherine Dunne

Un terribile amore recensioneIl titolo dell’ultimo romanzo dell’autrice irlandese Catherine Dunne, Un terribile amore, si configura già ad una prima lettura come un triste ossimoro. Eppure, è davvero appropriato per descrivere il tema che tratta: la trasformazione della più forte tra le passioni in un sentimento negativo, carico di livore e rancore. Su questo era incentrata già l’opera che aveva reso celebre la Dunne nel 1997, La metà di niente. Più di dieci anni dopo, la scrittrice torna a calarsi nell’animo femminile per descriverne le emozioni che lo sconvolgono, e lo fa tramite la storia di due donne che, sebbene vivano lontane, hanno più cose in comune di quanto immaginino.

La trama: due vite che si sfiorano

Calista è una giovane diciassettenne che, lusingata da un sentimento che la fa sentire “grande”, decide di abbandonarvisi completamente. Sposa dunque Alexandros,  un uomo che ha il doppio dei suoi anni e che le darà, nel giro di sette anni, due bimbi: Imogen, la primogenita, e Omiros, il maschietto. La prima conseguenza che il suo nuovo amore porta con sé è un trasferimento all’estero: mentre infatti i genitori di Calista vivono in Irlanda, Alexandros vive e lavora a Cipro, per cui l’isola di suo marito diviene la sua nuova casa. In un secondo momento, gli effetti del matrimonio sulla vita della donna si fanno ancora più manifesti. Soffocata da un rapporto che le toglie la gioia di vivere, ancora giovane e con la voglia di riscattarsi, Calista prova a fuggire. Ma le cose si complicano, il destino ci mette lo zampino, e mentre lei e i suoi figli crescono, il resto della sua esistenza sembra intraprendere un percorso a ritroso nel tempo, togliendole progressivamente la libertà e i suoi affetti più cari.

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Pilar ha una storia completamente differente. Trasferitasi dalla campagna a Madrid, lavora come portiera in una palazzina, ma non riesce ancora a sentirsi a suo agio in quella grande città, lei così abituata alla calma delle distese erbose della sua terra natale. Inoltre, c’è qualcosa che la tormenta: quel bambino che un tempo ha dovuto dare in adozione, quando non era ancora in grado di prendersi cura di sé, figurarsi di qualcun altro, seppur sangue del suo sangue. A un certo punto Pilar sente che ne ha abbastanza di accontentarsi, di nascondere quel pensiero tra miliardi di altri pensieri che la tormentano. Vuole avere le soddisfazioni che crede di meritare. Inizia a chiedersi che fine abbia fatto la sua creatura, si mette sulle sue tracce, e anche se inizialmente sembra una strada che non spunta, una inutile sofferenza che non porterà a nulla di buono, alla fine Pilar riesce a trovare le risposte che cerca.

Calista e Pilar sono due donne che hanno creduto all’amore. L’una ha rivoluzionato la sua vita per soggiogarsi all’uomo che amava; l’altra ha anteposto la sua sofferenza a quella del figlio, solo perché lo amava così tanto da desiderare per lui una vita migliore, anche se lontano da lei. A un certo punto le loro strade si incroceranno, seppur di sfuggita, e ognuna sarà così presa dalla piega che prendono gli avvenimenti da non prestare molta attenzione all’altra.

Un mix di emozioni perfettamente dosate

Ciò che colpisce della storia narrataci dalla Dunne è il significato più profondo: l’amore può far male, ma è una sofferenza dalla quale si guarisce, perché la vita è troppo bella per sprecarla dietro chi non ci merita, dietro i “vorrei” o i “potrei”; il primo amore che dovremmo imporci è quello per noi stessi. Una volta che ci amiamo, potremo amare anche gli altri. Calista e Pilar, un po’ come tutti, hanno bisogno di tempo per capirlo. Ma una volta presa coscienza della propria forza interiore, ciò che si scopriranno in grado di fare sorprenderà loro stesse per prime.

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Uno stile scorrevole e una narrazione veloce, soprattutto nella parte finale, rendono Un terribile amore un libro estremamente piacevole da leggere, pagina dopo pagina. Il finale sarà sempre relativo; ognuno potrà attribuirgli il significato che vuole. C’è chi si sentirà di criticare le due protagoniste; chi si sarebbe comportato allo stesso modo; chi accetterà le loro decisioni seppur non condividendole. Quel che è certo è che risulta impossibile non lasciarsi travolgere dal turbine emotivo che la Dunne ha saputo ricreare: un perfetto mix di felicità, rabbia e dolore che si alternano dalla prima all’ultima pagina, dal quale sarà difficile disintossicarsi a lettura ultimata.

Autore: Caterina Geraci

Leggo da sempre, leggo dovunque, leggo perché ritengo che vivere una sola vita sia tremendamente noioso. Soprattutto se quella vita la vivi in un paesino in provincia di Palermo. Per fortuna viaggio tanto, e non solo con la mente. Ah, dimenticavo: sono molto poco brava a descrivermi in poche righe; ma questo si era capito, no?

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