Nella mente dell’ipnotista di Lars Kepler

lars kepler recensioneHo desiderato tanto leggere questo thriller, Nella mente dell’ipnotista, sicuramente attratta dalla fama degli autori e dal gran battage pubblicitario proposto dalla casa editrice italiana. I gialli mi appassionano molto da quando ragazzina ho scoperto la regina Agatha Christie, per cui negli anni anche questa evoluzione da giallo a thriller vede il mio accorato entusiasmo. Molti rumors ci sono stati intorno a questa pubblicazione post natalizia e tra le iniziative editoriali di lancio gli autori sono stati persino all’Ikea di Milano a inscenare un delitto. Devo ammettere che la curiosità sul libro è stata proprio forte.

La trama

In questo romanzo i coniugi svedesi Lars Kepler, in realtà pseudonimo di Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril, scrittori indipendenti che dal 2009 hanno deciso di scrivere insieme, hanno ripreso il loro primo personaggio di successo del romanzo L’ipnotista, lo psichiatra Erik Maria Bark. Nelle nuove avventure gli hanno affiancato il commissario Joona Linna che tutti credevano morto nei precedenti romanzi ma che qui ricompare, a cui Erik deve molto. La trama è ispirata alla cronaca nera di tutti i giorni, modellandola sull’usitato serial killer che a Stoccolma comincia a sfidare la polizia e ad uccidere. Il leitmotiv della dinamica è sempre lo stesso. Viene inviato alla polizia un video su una bella donna spiata dall’esterno della sua casa, mentre si doccia, mentre fa sport o parla al telefono, mentre si spoglia o mangia un gelato. Tutto viene ripreso lentamente seguendo la donna in ogni stanza dell’appartamento. Il buio dei giardini attorno a questi appartamenti non fa scorgere nulla, anche se le vittime alle volte si sentono osservate. Il video dura pochissimi minuti e di certo non permette alla polizia, ed in particolare alla nuova sostituta poliziotta Margot, incinta ed in punto di partorire, di risalire all’identità delle vittime perché proprio pochi istanti dopo viene denunciato un omicidio. Naturalmente i video sono di giorni precedenti alle aggressioni e la polizia non riesce ad intervenire mai in tempo e se ci riesce, l’assassino è comunque più scaltro. Al secondo caso di omicidio efferato Margot, seppur scettica, chiede l’intervento dello psichiatra Erik Bark per ipnotizzare il marito di una delle vittime che ha compromesso la scena del crimine spostando il cadavere, lavando il sangue e cancellando delle prove. Dopo l’ipnosi lo psichiatra cade in profonda crisi perché rileva delle analogie con un omicidio avvenuto nove anni prima da un uomo che lui stesso aveva ipnotizzato, e di cui aveva fatto la relazione medico-legale per farlo imprigionare. Il dubbio di aver compiuto un errore e che il vero assassino sia in realtà ricomparso lo assalgono e stravolgono il suo equilibrio mentale già un po’ precario. Compie così una serie di errori celando alla polizia degli elementi importanti, nascondendo delle azioni al punto da divenire il maggior sospettato degli omicidi. Da qui una serie di coincidenze e colpi di scena, molti dei quali risolti dall’impareggiabile ispettore Jonna, portano il lettore in un crescendo di suspense e attesa, catapultandolo nelle ultime cento pagine in un epilogo tumultuoso. Lars-Kepler

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La critica

Da amante del genere thriller posso di certo apprezzare in questo nuovo bestseller la trama molto complessa, l’intreccio avvincente, tanti personaggi interessanti e accuratamente introdotti. Rilevo però che talvolta i collegamenti con i precedenti romanzi sono un po’ eccessivi perchè nulla introducono al presente. Si ha l’impressione che spesso, anziché essere assorbiti dall’invenzione letteraria, si abbia la netta sensazione di essere davanti a un mero lavoro abilmente steso a tavolino. Diciamo che Nella mente dell’ipnotista, alla fin fine, è un thriller molto classico che non aggiunge niente di nuovo al genere. Un po’ al di sotto delle aspettattive, di sicuro i Kepler non fanno mancare nulla e da buoni autori commerciali cavalcano l’onda dei desiderata del pubblico, infilando tutto ciò che possa soddisfare un ampio bacino di utenza: colpi di scena, psicosi e turbe mentali, una storia d’amore e d’amicizia profonda, il sesso tradizionale, il sesso estremo, droga di tutti i generi (puoi farti una cultura approfondita!), prostituzione e così via. Ciò che veramente non ho apprezzato nella lettura è l’eccessiva descrizione puntigliosa, amara e violenta degli omicidi, sia mentre il serial killer li compie, sia nelle indagini della polizia. Tali efferatezze sembrano suggerire a qualche stalker turbato in giro per il mondo, le modalità più cruente e massacranti per eliminare le proprie vittime. Dal punto di vista letterario alle volte ci sono delle parti prolisse e superflue quasi per raggiungere un numero di pagine prestabilito. In alcuni tratti, ci sono delle scene d’azione con inseguimenti, sparatorie, combattimenti fin troppo lunghi e confusi, oltre che improbabili visto che Joona Linna sembra più un supereroe che riesce a cavarsela in ogni situazione che un poliziotto. Talvolta la banalità delle situazioni poliziesche ti rimandano ai film di Charles Bronson prima maniera! Di certo è che Nella mente dell’ipnotista la parte finale è di ottimo livello, con un vero colpo di scena che ripristina un giudizio positivo sull’opera, nonostante i difetti che ho riscontrato. Concludendo posso consigliare questo romanzo a chi ama infittirsi in queste storie ed in particolare a chi ha apprezzato il personaggio de L’ipnotista e voglia leggere un’altra sua avventura. Se i thriller sono la vostra passione, non mancate di visitare la nostra sezione dedicata alle recensioni sui migliori romanzi thriller!  Annalisa Andriani Azandriani@gmail.com Tw: @azandriani  

Autore: Annalisa Andriani

Suono da più di vent’anni nell’Orchestra Sinfonica di Bari e insegno Violino dal 1994 con il Metodo Suzuki per bambini dai 3 anni in poi. Lettrice appassionata sono contenta di aver passato ai miei figli l’amore per i libri.

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