L’ostinato scorrere del tempo di Justin Go

L'ostinato scorrere del tempo justin goPartiamo dal presupposto che a me gli out-out non sono mai piaciuti: ricattare moralmente una persona affinché faccia esattamente ciò che vogliamo non rientra proprio nelle mie corde. E quindi la descrizione denigrante che Justin Go (a mio modesto parere, sai ben chiaro!) fa delle figure femminili che si susseguono nel romanzo non mi ha per niente convinto. A un certo punto mi son domandata che donna abbia conosciuto… Il romanzo si snoda tra il 1914 e l’epoca odierna e pare che l’evoluzione della donna si sia arrestata, riducendola a una creatura viziata e capricciosa dalla facile e monotona pretesa: “O me o niente!”. Sia con Imogen che con Mireille ci troviamo di fronte a due ragazze che si scontrano/incontrano con Ashley e Tristan e fanno entrambe la stessa richiesta (anche se l’una a distanza di un secolo dall’altra): “Non partire, resta con me, conta solo il presente”. Diciamo che questa è l’unica cosa che mi ha lasciata un po’ perplessa durante la lettura di questo romanzo, perché a parte questa premessa ho trovato L’ostinato scorrere del tempo semplicemente incantevole. In modo in cui scorre la storia, l’intrecciarsi tra presente e passato in un susseguirsi di avvenimenti, la scelta di raccontare in due modi completamente diversi la storia di Ashley vissuto durante la Prima Guerra Mondiale e quella di Tristan che vive ai giorni nostri, anteporre l’orrore della guerra e la bellezza delle scalate delle montagne alla semplicità del presente; insomma, una storia che affascina, sconvolge e coinvolge.

Un colpo al destino e uno alla fortuna

Tutto inizia quando un giovane californiano, Tristan, riceve una lettera, quel tipo di lettera che penso che in molti, visto soprattutto la situazione economica attuale, vorremmo ricevere: è una comunicazione da uno studio legale londinese che lo informa che se riuscirà, in poco meno di due mesi, a dimostrare di essere un discendente diretto di tale Imogen Soames-Andersson diventerà praticamente ricco. Detto così suona facile: il fatto è che Tristan non ha mai sentito parlare di questa Imogen (le cui tracce poi si son perse nel 1924) e che risulta essere la sorella di Eleanor (la sua bisnonna). E c’è un’altra complicazione: il testamento è di un certo Ashley Walsingham, venuto a mancare durante una spedizione sull’Everest. Inizia così l’ostinata ricerca di Tristan che seguendo indizi più o meno evidenti si trova girovagare per l’Europa non tanto per l’eredità ma per ridare un presente a un passato dimenticato, di cui, a quanto pare, neanche la sua famiglia conosce. Justin Go ha impiegato cinque anni per arrivare alla fine di L’ostinato scorrere del tempo, io ho impiegato meno di cinque giorni per leggerlo: tutto d’un fiato, per quanto possa essere lungo un fiato per smaltire 572 pagine. Un romanzo che parla di amore, ma che affronta anche la crudeltà di una guerra che ha portato la morte in migliaia di famiglie, ma che ci fa anche prender respiro sui ghiacciai di immense montagne.

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Qual è la forza che mi guida verso di loro? Che nome si può dare a ciò che aveva unito e poi separato Ashley e Imogen?
Vuoi leggere un’altra storia travolgente? Prova con La casa di tutte le guerre!

Autore: Samanta Di Giorgio

Originaria di un paesino della Basilicata. Ho scoperto il piacere della lettura tardi e, combattuta tra cartaceo e digitale, amo i romanzi rosa da batticuore, i thriller che mozzano il fiato, gli horror che tolgono il sonno, i fantasy e le graphic novel che mi risvegliano la creatività, e i classici, che reputo indispensabili.

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