Buonanotte Amore Mio di Daniela Volontè

buonanotte amore mio daniela volontèI romanzi d’amore si somigliano tutti. Mi dispiace dirlo, ma è così: il ragazzo super sexy, miliardario e incapace di amare (questa volta risponde al nome di James Spencer), fa perdere la testa alla povera ragazza disadattata e sfigata (Valentina Harrison).

Lo abbiamo visto in tanti romanzi e se all’interno della storia non c’è un elemento di spicco, l’attenzione si inabissa velocemente riportandoci alla memoria romanzi già letti.

E purtroppo in Buonanotte Amore Mio, edito da Newton Compton, questo elemento non c’è.

Non dico che il libro non debba essere letto, anzi è scritto bene e scorre velocemente, anche perché, per quel che si può dire, la curiosità è donna e comunque si vuole conoscere la fine e svelare il lieto fine.

Inizialmente Vale (come la chiama il suo capo James) mi aveva conquistata con questa frase:

 Amo la pace e la tranquillità. Non sopporto il caos e uscire la sera. A un aperitivo con i colleghi preferisco un buon libro e una cioccolata calda. O un gelato, a seconda della stagione.

E invece si è rivelata la classica ragazza che si lascia abbindolare da due occhi grigi. Una storia che narra lo stereotipo più vecchio del mondo: la storia d’amore, il capo e l’assistente! James, trasferitosi da New York dopo aver fatto arrabbiare notevolmente il padre per avergli soffiato una società, si ritrova a rimpiazzare Susan Mars, l’ex capo di Valentina, che ha truffato diversi milioni all’azienda.

James è l’ormai noto donnaiolo dal sesso facile, arrogante e presuntuoso, consapevole della sua bellezza e, soprattutto, del suo ascendente sulle donne: ogni essere femminile si rammollisce e perde la dignità al suo passaggio, provandoci spudoratamente anche se si presenta nei locali in compagnia. Diciamo che inizio anche ad essere un po’ stanca di questa descrizione superficiale che viene fatta delle donne: figure deboli che si lasciano manipolare, plasmare e controllare dal belloccio di turno. E soprattutto basta parlare di Christian Grey: ci ha già pensato Chiara Parenti a farci capire che anche portando lo stesso nome, di Christian Grey ce n’è uno solo! Ammettiamolo: sono presenti un bel po’ di similitudini con il romanzo di E. L. James, a volte anche forzate. Semplicemente mi piacerebbe leggere di donne di carattere, consce delle proprie capacità e ferme nelle loro opinioni.

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Il romanzo però si presenta bene strutturato, scorre velocemente grazie anche all’alternanza nel racconto dei due personaggi. La prima volta che ho incontrato una simile narrazione è stata con Amos Oz col suo Non Dire Notte, e poi è una struttura utilizzata anche da Clara Sanchez. Quindi tale espediente troverà sempre il mio sostegno. Di contro però in alcuni tratti la storia sembra andare frettolosamente; alcuni dettagli sono importanti nello svolgimento del racconto, perché appassionano e coinvolgono, invece Daniela Volontè è sembrata ansiosa di mettere un punto, e troppe cose son date per scontate o lasciate alla nostra fantasia. Risulta essere così un romanzo banale e scontato.

Solo una cosa mi preme aggiungere. Nel racconto, in un momento di intimità, Valentina dice a James di non usare il preservativo perché ha iniziato a prendere la pillola. Beh, ragazze non lo fate. La pillola previene sì una gravidanza inaspettata, ma non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili. Quindi prendetevi cura di voi!

Autore: Samanta Di Giorgio

Originaria di un paesino della Basilicata. Ho scoperto il piacere della lettura tardi e, combattuta tra cartaceo e digitale, amo i romanzi rosa da batticuore, i thriller che mozzano il fiato, gli horror che tolgono il sonno, i fantasy e le graphic novel che mi risvegliano la creatività, e i classici, che reputo indispensabili.

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2 Commenti

  1. Ho letto questo libro e mi dispiace dirlo ma sono in completo disaccordo con questa recensione. Possono non piacere tante cose, magari la scrittura, la storia eccetera, perché è giusto che ognuno abbia la propria opinione, ma mi sembra che dire che il protagonista sia simile al Grey dominatore e che la donna sia una figura debole mi pare che un modo di far passare questo romanzo per quello che non è. Non è un erotico, non si parla di abusi o violenze sulle donne… Allora cosa c’è in questo romanzo? Una donna che si trasforma? Non esattamente! Si fa più bella per l’uomo che le ha dichiarato amore prima di diventare un cigno. E perché no si parla di lui che alla fine del libro cresce e lascia il suo modo di vivere per conformarsi a quello della donna amata. E poi avrà stufato questo cliché assistente/capo, ma a volte temo che non si voglia o non si riesca a vedere oltre l’apparenza, perché qui sono i piccoli gesti a farla da padrone, però questo messaggio non giunge o non è tanto importante farli giungere rispetto a crociate e tam tam mediatici. Scusate, ma volevo dare la mia opinione.

  2. Ho già scritto un commento, ma forse ho fatto qualche errore per via della connessione. Nel caso scusate se ne vedete due. Sono in disaccordo non questa recensione. Ognuno è libero di esprimere la propria opinione. Ed ecco la mia. Secondo me avete scritto cose che potrebbero essere fraintese (e neanche poco)quindi urge qualche intervento: il protagonista non è un dominatore come il Grey (è solo ricco e bello come altri 500000 romanzi), la protagonista non è una donna picchiata, violentata o abusata né fisicamente né psicologicamente e non è nemmeno vergine… quindi cosa resta delle 50 sfumature? Le scene di sesso non sono mai volgari, anzi… l’opposto. Qui non vi è nemmeno il consueto modo di nominare le parti intime. Criticate la protagonista perché vuole apparire più bella, peccato che il protagonista le ha dichiaro il suo amore molto tempo prima quando era ancora un brutto anatroccolo. Cosa c’è di tanto sconvolgente… non saprei. Allora come mai non si sottolinea che lui cambia totalmente vita per amore di lei? Insomma la storia è il più classico dei cliché (assistente-capo) ma perché fermarsi a questo e non ha tutti i piccoli gesti quotidiani di affetto che sono i veri protagonisti della storia? Noto con tristezza che spesso non si voglia andare oltre ma si preferisca solo soddisfare un tam tam mediatico circa altre tematiche. Un saluto

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