L’amore che ti meriti di Daria Bignardi

l'amore che ti meriti recensione

Abbiamo smesso di essere una famiglia il giorno in cui Maio è sparito. Non siamo stati capaci di salvarci. Avevamo solo noi quattro prima, nient’altro, e dopo non abbiamo avuto più niente.
È carica di dolore la vita di Alma. Essere felici e non saperlo, darlo per scontato o peggio criticare senza rendersi conto per poi vivere nell’angoscia e nel senso di colpa per il resto della vita. Un macigno troppo pesante, una vita carica di silenzio e amore mancato. Così Daria Bignardi ci presenta il suo ultimo libro. L’amore che ti meriti è la storia di una famiglia emiliana del secolo scorso, le cui vicende e il cui vissuto assumono i caratteri di una storia di provincia intersecando a tratti la storia del nostro Paese.

La trama

Alma e Maio sono due fratelli. La loro vita si svolge a Ferrara in una famiglia benestante, tranquilla, stimata ma chiusa. Nessuna amicizia, nessuna frequentazione, bastano a loro quattro. Questa vita va stretta ad Alma che cerca sempre vie di fuga e situazioni eccitanti. Benché Maio sia più grande di Alma, è lei l’anima dominante del rapporto. È lei la più studiosa, la brava, colei a cui riesce tutto facile, l’intraprendente e l’organizzatrice della loro vita, degli svaghi, delle amicizie, degli amori. Il loro legame va oltre quello di sangue: sono compagni, amici ed insieme si apprestano a vivere la loro adolescenza. Un giorno, per festeggiare la fine della scuola e l’inizio delle vacanze, per fare qualcosa di trasgressivo in assenza dei genitori, Alma convince Maio a provare, un po’ per curiosità ed un po’ per gioco, l’eroina. Per Alma si tratta soltanto di un passo da compiere prima di diventare adulta; è un’esperienza da vivere prima di recarsi, con Maio, dai genitori che si trovano già in villeggiatura. Invece, per Maio quella sera si trasforma in una schiavitù che lo trascina in un vortice dal quale non riesce più ad emergere.

Da quel momento la vita familiare è stravolta, ma soprattutto è occultata. Al padre si cerca di nascondere la realtà, la madre dei ragazzi tenta di portare avanti la quotidianità in una Ferrara degli Anni Settanta, in un periodo di contestazione sociale che mal si concilia con il bigottismo provinciale. Alma non perdona al fratello questa estrema debolezza, ma ancor più lei si sente in colpa per avercelo trascinato. Per lei è una sconfitta, il suo allontanamento lo vive più come un tradimento amoroso che come una preoccupazione. Infatti non riesce a dissuaderlo, a mostrarsi ancora legata lui, non gli sta vicino per uscirne, preferisce ignorarlo, avere un atteggiamento stizzoso e offensivo. Si rode della perdita, dell’essere esclusa dalla sua vita, del distacco non concordato.
Non parlavamo di cosa avremmo fatto da grandi ma solo di noi, di chi eravamo, di quello che ci eravamo promessi. La cosa più importante era esistere gli uni per gli altri e passare più tempo possibile insieme. Era così che volevamo vivere per sempre…
Ma era ciò che voleva anche Maio? Una notte non torna a casa. Due suoi amici “di buco” vengono trovati morti in auto lungo il fiume. Parte la caccia anche a lui ma è tutto vano. Maio è scomparso nel nulla. “Abbiamo smesso di essere una famiglia il giorno in cui Maio è sparito.” Un anno dopo il padre si suicida, una famiglia disgregata e Alma parte per Bologna. Una nuova vita, una carriera universitaria, un matrimonio con il suo professore ben più grande di lei. Nessuno sa di suo fratello, della sua vita angosciata dal senso di colpa. Il segreto è nel suo intimo, nel suo cuore e nel suo modo di amare.
Ha una grande personalità. E un passato… chiunque sarebbe stato spazzato via, distrutto. Lei invece è una combattente. Ha trovato il modo di nutrirsi dei suoi sensi di colpa, di trarne forza. È una persona che lotta ogni giorno coi suoi demoni. E non perde mai.
La sua vita va avanti e quando la sua unica figlia Antonia è in attesa del primo bambino, Alma decide di confessarle il suo passato. Antonia – Toni – si tuffa così in questo mistero familiare e, scrittrice di gialli per una casa editrice locale, si innamora dell’argomento. Da investigatrice affronta Ferrara, le vecchie amicizie dei genitori, i luoghi conosciuti cercando di ricostruire il passato, i motivi per cui Maio, ne è sempre più convinta, sia fuggito e non morto.

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La critica a L’amore che ti meriti

Il romanzo viaggia su una doppia narrazione. Madre e figlia si raccontano alternando le voci nei capitoli. Alma è il passato, la vita degli Anni Settanta in provincia, le esperienze, le piccole contestazioni politiche, il suo rapporto con il fratello. Alma è tormentata dalle sue riflessioni, si analizza, si colpevolizza del passato ma anche del suo modo di amare. Toni è il presente, le sue aspettative nella gravidanza, nel lavoro di scrittrice di gialli, nel suo rapporto con il compagno Leo. La sua vita è lineare, senza sussulti ma anche lei, durante queste indagini si pone qualche interrogativo sull’amore e sulla felicità. Quanto siamo responsabili in amore? Amare troppo in maniera quasi ossessiva e possessiva può portare a scelte così devastanti? L’amore si merita o si conquista? Come doppia è la narrazione, probabilmente anche doppio voleva essere lo scenario e lo stile del romanzo. A mio avviso, L’amore che ti meriti non è un giallo, perchè non ne ha le caratteristiche. Mancano gli elementi della suspense e dell’attesa spasmodica del finale (per giunta intuibile). I capitoli si susseguono senza grandi slanci narrativi. Anche se la protagonista si definisce una giallista, in realtà il lettore non si sente attratto né dalla sua vita, né dalle sue capacità investigative. Alle volte potrebbe sembrare che il romanzo abbia un intento psicologico, ma i quesiti sono abbastanza comuni e le risposte scontate. Lo scontro generazionale è semplicistico e generico. La ricerca analitica e psicologica dei disagi, dei turbamenti e delle conseguenti scelte di vita dei protagonisti non è così approfondita come ci si aspetterebbe. A tratti, quando la narrazione si fa più profonda e introspettiva, improvvisamente devia così da lasciare il lettore con una sensazione di irrisolto e di vacuità. Di certo si apprezza la scorrevolezza del testo e la nettezza del linguaggio. Inoltre il viaggio a Ferrara di Toni è così ben descritto da poter usare alcuni capitoli come guida turistica e storica della città dell’autrice. Le strade prendono vita nella mente man mano che si dipanano nel racconto, Toni invita a scoprire tutti gli angoli di una Ferrara silenziosa e fuori dal tempo. Mentre si avvicina alla soluzione del mistero, descrive ogni piccolo particolare di una città unica e alla fine del libro la sensazione è quella di aver girato con lei lungo le strade e le piazze della città estense. Il viaggio a Ferrara di Antonia ha uno scopo anche catartico. Attraverso lei, i suoi incontri, i suoi sentimenti e i suoi occhi incantati di curiosità e leggerezza, Alma scopre dei segreti della sua famiglia, risale ai motivi di tante verità taciute, ai dolori delle scelte fatte anche e soprattutto per amore e all’inutilità dei rancori accumulati. Quei dolori che possono diventare dei macigni che impediscono di vivere e amare con leggerezza. Tacere sul passato e nascondere le verità fanno crescere in chi ti circonda interrogativi e risposte alle volte ben distanti dalla semplice anche se dolorosa realtà.

Gli effetti del dolore sull’amore sono devastanti: diventi una persona che pensa solo a se stessa, ti senti in credito col mondo, non sai amare. La gente crede che il dolore faccia maturare, invece io penso che chi soffre troppo da giovane non cresca mai

I libri di Daria Bignardi

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Annalisa Andriani azandriani@gmail.com twitter: @azandriani

 

Autore: Annalisa Andriani

Suono da più di vent’anni nell’Orchestra Sinfonica di Bari e insegno Violino dal 1994 con il Metodo Suzuki per bambini dai 3 anni in poi. Lettrice appassionata sono contenta di aver passato ai miei figli l’amore per i libri.

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2 Commenti

  1. Ne ho sentito parlare bene, senza particolari entusiasmi, e mi pare che anche questa recensione viaggi sullo stesso binario.
    Il fatto che sia una tragedia famigliare mi incuriosisce e attira tanto, mi basterebbe anche che – dal punto di vista dei legami – racconti una vicenda credibile e concreta.
    Finirò per comprarlo, credo 🙂

  2. Amo gli intrecci familiari i racconti che posso confrontarli con il mio vissuto. Penso che leggerò il romanzo

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