Novecento di Alessandro Baricco

la storia del pianista sull'oceanoAvete mai la sensazione di leggere un libro e di avere l’assoluta certezza che quella storia, da qualche parte, deve essere esistita? È stata esattamente questa la sensazione che mi ha invasa quando ho letto Novecento di Alessandro Baricco. Ho chiuso il libro e sentivo addosso l’illusione che Novecento fosse esistito davvero e che qualcuno l’avesse conosciuto.

Dicevano una cosa strana, dicevano: Novecento non è mai sceso da qui. È nato su questa nave, e da allora c’è rimasto. Sempre.Ventisette anni, senza mai mettere piede a terra. Detta così, c’aveva tutta l’aria di essere una palla colossale… Dicevano anche che suonava una musica che non esisteva.
Novecento è un monologo teatrale scritto da Alessandro Baricco nel 1994 affinché fosse messo in scena da Eugenio Allegri, con la regia di Gabriele Vacis. Oggi questo monologo è diventato un po’ romanzo, grazie alla Feltrinelli che lo ha pubblicato e grazie alla bravura di Baricco che dà, ad ogni storia, una marcia in più. Il romanzo racconta la storia di Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, un uomo nato sul transatlantico Virginian, dove fu abbandonato dalla madre e cresciuto dal marinaio Danny Boodman, che lo trovò per caso. Quando l’uomo morì, Novecento divenne figlio della nave. Non essendo mai registrato all’anagrafe, l’uomo non esisteva veramente. In realtà Novecento non era mai neanche sceso dal Virginian. Ciò che lui conosceva della vita si riduceva a quella nave, piccolo universo in movimento. Tutto il mondo, prima o poi, passava di lì ed ecco che Novecento lo conosceva tutto, il mondo, e di esso sapeva descrivere ogni città e ogni fiume, ogni porzione di cielo, ogni sapore dell’aria. Lo vedeva nei racconti dei passeggeri e nei loro occhi spaventati e malinconici. Perché casa è sempre casa, anche quando si è lontani. E per Novecento casa era il Virginian. Ecco perché la sua vita è sempre stata solo questo. Una nave e il mare. E il suo pianoforte, dove suonava una musica nuova, che prima di lui non esisteva. Suonava i volti della gente e i loro racconti, suonava il suo passato e i desideri futuri che mai avrebbe realizzato. Perché Novecento aveva paura di scendere da quella nave. E dal Virginian non scenderà mai.
 Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone alla volta. E di desideri ce n’erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita. Io ho imparato così. La terra, quella è una nave troppo grande per me. È un viaggio troppo lungo. È una donna troppo bella. È un profumo troppo forte. È una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò. Lasciatemi tornare indietro. 
Leggere Baricco mi emoziona sempre. Trovo che il suo stile, da molti criticato, arrivi dritto al cuore. Le mille ripetizioni, l’assurdità della storia, lo spessore dei personaggi. Tutto contribuisce a rendere Novecento una storia che ti rimane dentro. E che affascina. Esistono tanti tipi di libri. Questo fa sicuramente parte di quel genere di libri che ti fa pensare che qualsiasi storia sia possibile.

Le recensioni dedicate a Baricco

Nel tempo, ci siamo occupati più volte delle opere di Alessandro Baricco. Vi proponiamo di seguito le nostre recensioni:

 

Autore: Chiara Nicolazzo

La mia passione per i libri è nata grazie al romanzo Il mio paese inventato di Isabel Allende, una storia autobiografica che mi ha aperto un mondo, quello dei libri, che conoscevo solo superficialmente. Da quel momento ho iniziato a leggere sempre e ovunque. Mi piace perdermi nelle parole e vivere mille vite diverse.

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