Patrick Modiano, Premio Nobel per la Letteratura 2014

L’assegnazione del Premio Nobel per la letteratura 2014 quest’anno ha lasciato tutti un po’ stupiti. A sorpresa rispetto alle tante voci sui possibili vincitori, l’Accademia svedese ha deciso di premiare lo scrittore francese Patrick Modiano. Un outsider fra i molti nomi famosi, ha battuto i grandi favoriti Murakami, Roth, Kundera, Nádas, Thiong’o.

Poco conosciuto in Italia, in Francia è uno dei grandi autori della letteratura contemporanea.

parick modiano

credits: telegraph.co.uk

Ma chi è lo scrittore Patrick Modiano?

Modiano nasce in uno dei comuni più popolosi dell’Ile-de-France nel 1945. Figlio di un ebreo di origini italiane e di un’attrice fiamminga, trascorre un’infanzia difficile. Passa molto tempo con i nonni, e vede raramente i genitori: la madre è spesso in giro per tournée, il padre sempre immerso in affari poco chiari. Il fratello Rudy, a cui era molto legato, muore a soli dieci anni: per il giovane Patrick, appena dodicenne, è un colpo terribile.

Compie studi un po’ erratici, e continua il rapporto conflittuale con i genitori, con il padre in particolare. Lo vedrà per l’ultima volta nel 1966: dopo una lite, rifiuterà sempre di vederlo. Il tema del rapporto col padre sarà un elemento ricorrente nella produzione letteraria di Modiano. La sua adolescenza è burrascosa, fra piccole truffe e alcuni problemi con la droga. Inizia gli studi in Filosofia, poi in Lettere, senza portarli a termine.

Le prime opere

L’esordio nel mondo della letteratura è davvero precoce. Viene introdotto nei circoli letterari dallo scrittore (e suo mentore) Raymond Queneau. Nel 1967, a soli 22 anni, scrive il suo primo romanzo, La Place de l’Étoile, pubblicato l’anno dopo dall’importante editore Gallimard. È la storia di un ebreo francese, antisemita, tormentato dai ricordi della guerra e delle persecuzioni subite dal suo popolo (a cui lui non ha mai assistito, essendo nato, come Modiano, alla fine del conflitto ndr). Una vicenda narrata in maniera allucinata e confusa, a cavallo fra realtà a finzione, in cui si incontrano personaggi storici scomparsi e fantasmi del passato. In patria il romanzo è accolto con favore dalla critica e ha vinto diversi premi per giovani autori.

Dopo il successo del suo primo lavoro, Modiano si dedica alla scrittura a tempo pieno. Il 1972 è l’anno della definitiva consacrazione in patria. Il suo terzo romanzo, Les Boulevards de ceinture, vince il Gran Premio dell’Accademia di Francia. Nel 1978 vince il premio Goncourt con la sua sesta opera narrativa, Rue des boutiques obscures (pubblicato anche in Italia), storia di un detective alla ricerca del suo passato dopo aver perso la memoria in un misterioso incidente.

Modiano nella sua lunghissima carriera scrive più di 30 opere, fra romanzi e racconti, una parte dei quali è stata pubblicata anche in Italia. Narratore poliedrico, scrive la sceneggiatura di vari film (il primo è del 1974, Lecombe Lucien) e le parole per oltre venti canzoni.

I romanzi più conosciuti pubblicati in Italia sono:

modiano

credits: nobelprize.com

Il Nobel per la Letteratura 2014

Modiano è stato insignito del premio Nobel con la seguente motivazione:

”per l’arte e la memoria
con la quale ha evocato i destini umani più inafferrabili
e svelato il mondo
vissuto durante l’occupazione”.

Definito come il Proust dei nostri tempi (che insieme a Celine è stato davvero uno dei grandi modelli del nuovo premio Nobel), Modiano è davvero uno scrittore della memoria e del passato. La sua narrativa si costruisce attorno ai temi dell’assenza e della ricerca. Un’assenza che è assenza di sé, e assenza di senso nei grandi meccanismi degli eventi storici.

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I personaggi di Modiano sono schiacciati, sono vittime degli eventi, che si confrontano drammaticamente con la tragicità della storia. Sono figure a volte evanescenti e ambigue, perse nella ricerca di qualcuno o di qualcosa, o forse solo e soprattutto di un’identità, che sia la loro oppure quella di amici, familiari, persino sconosciuti, che appare loro sempre sfuggente e misteriosa. Le sue storie hanno sempre come baricentro il periodo storico dell’occupazione nazista in Francia. Seppur Modiano non l’abbia vissuta, la rivive dieci, cento, mille volte nelle sua opere, svelando la vita, difficile, dura e crudele, durante la seconda guerra mondiale in un Paese ormai prostrato.

Le deportazioni, la miseria, la crudeltà e l’ingiustizia sono rese dall’autore con uno sguardo partecipe e intimo raccontando vite di persone ordinarie al cospetto di una catastrofe storica. Non a caso i primi tre romanzi di Modiano formano la sua Trilogia dell’occupazione, e dell’occupazione non smetterà di parlare forse neanche nelle sue opere successive, anche se ambientate in epoche storiche differenti.

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credits: newyorker.com

L’importanza della Memoria

Memoria, si era detto: sì, perché la memoria è, a conti fatti, la protagonista perenne. Una memoria fatta di rievocazioni e di speranza, di attesa e di ricerca; che nei libri di Modiano è allo stesso tempo memoria interiore, personale (emblematico è che il difficile rapporto con il padre venga trattato spesso nei romanzi dello scrittore francese) e memoria storica, mondiale, universale.

Il Premio Nobel dovrebbe venire assegnato solamente a chi abbia, con la sua opera, contribuito al progresso dell’umanità intera. E forse Modiano con la sua epopea di memorie perdute e ritrovate e di ricerche a cavallo della storia e della coscienza, ha davvero aperto un nuovo punto di vista nella (e sulla) coscienza dei lettori.

Autore: Stefano Pipi

Classe 1988, una laurea in Filosofia e una lista interminabile di libri da leggere. Entrato nel team di RecensioniLibri.org un po’ per gioco, un po’ per passione, adesso mi scervello ogni mese per decidere di quale libro parlare e per cercare di rispettare le scadenze. Da grande, forse, cercherò di fare lo scrittore.

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