Avevano spento anche la luna, l’orrore dei gulag | Ruta Sepetys

recensione avevano spento anche la lunaÈ bene dirlo fin da subito: Avevano spento anche la luna (Garzanti, 304 pagine) è un libro importante e potente. Un libro che andrebbe letto da chiunque, a prescindere dai generi e dai gusti personali, per conoscere uno dei periodi più terribili della storia del secolo passato e per imparare ad apprezzare il valore della libertà e della dignità umana. Un libro che disgusta per la crudeltà dei fatti raccontati, ma che allo stesso tempo trasuda un’amara dolcezza; un libro che non finisce dopo aver letto l’ultima pagina, ma che rimane nel cuore e nel cervello. Un romanzo che sfasa e amplia il nostro punto di vista sulla ricchezza e sulla miseria della nostra storia.

La trama de Avevano spento anche la luna

Nel 1940 l’Unione Sovietica invade i paesi baltici. La Lituania, la Lettonia e l’Estonia si trovano occupate dalle forze di Stalin, rette da governi comunisti insediati per mezzo di elezioni pilotate. Un anno dopo, nel 1941, migliaia di cittadini vengono accusati di attività anticomunista e deportati in campi di concentramento in Siberia. Ruta Sepetys racconta la storia delle deportazioni in Lituania attraverso gli occhi della quindicenne Lina.

Una notte, all’improvviso, agenti della polizia politica sovietica irrompono in casa e la arrestano assieme al fratello minore ed alla madre, senza alcun motivo apparente. Li trascinano in strada e li caricano su un camion, assieme ad altri cittadini lituani accusati di essere dei criminali antisovietici. È l’inizio di un lungo viaggio, che li porterà fino in Siberia, rinchiusi a lavorare e a morire in campi di concentramento sovietici. La prigionia di Lina durerà 10 anni, in una tremenda lotta per la sopravvivenza, con la speranza di riuscire a ritornare a casa e ritrovare il padre, deportato anch’egli.

La critica

L’autrice descrive le condizioni disumane in cui migliaia, se non milioni, di persone sono state costrette a vivere per anni, raccontando il viaggio di Lina e la sua vita all’interno del gulag. Lo fa con uno stile gradevole e mai pesante, mostrandoci le atrocità commesse dai sovietici in maniera cruda, senza censurare nulla e servendosi di immagini dirette e forti, in una narrazione che evita di cadere in uno stucchevole pietismo o in toni da melodramma.

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Perché questo libro fa qualcosa di più: lascia al lettore, per il quale è impossibile rimanere indifferente rispetto a tutto ciò che sta leggendo, l’inevitabile condanna di una pagina così vergognosa della storia umana. Né si può non ammirare il coraggio che Lina mostra durante tutta la storia: perché pur in quell’inferno, si può lottare per mantenere la dignità, per aiutarsi a vicenda, persino per amare.

Avevano spento anche la luna è un libro che va letto in maniera seria e matura, senza mai perdere di vista il fatto che la storia narrata è basata su fatti realmente accaduti. Una storia che ci mostra come l’uomo sia capace delle più atroci ed impensabili crudeltà, ma anche, persino nelle situazioni più disperate, di una forza incredibile. Un romanzo che sicuramente lascerà il segno: perché, in questi casi, la cosa davvero importante è non dimenticare.

Avevano spento anche la luna è disponibile per l’acquisto su LaFeltrinelli a 15,30 euro.

Se avete apprezzato questa autrice, Ruta Sepetys, non potete mancare di leggere anche Una stanza piena di sogni.

Autore: Stefano Pipi

Classe 1988, una laurea in Filosofia e una lista interminabile di libri da leggere. Entrato nel team di RecensioniLibri.org un po’ per gioco, un po’ per passione, adesso mi scervello ogni mese per decidere di quale libro parlare e per cercare di rispettare le scadenze. Da grande, forse, cercherò di fare lo scrittore.

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