Ultimo requiem: 1980-1993 la zona grigia, bombe, stragi, attentati. La verità, forse

La strage di Bologna del 2 agosto 1980. L’attentato del 13 maggio 1981 a Giovanni Paolo II. Le guerre di mafia. Falcone e Borsellino. Le bombe del 1993 a chiese, musei, opere d’arte. L’Italia oscura, l’Italia che salta in aria. Facciamo finta che sia stata una fiction. Narrativa, non storia, una lunga stagione dei misteri ricostruita come il soggetto di un romanzo: “Ultimo Requiem” (Longanesi, 400 pagine, 16.40 euro, di Mimmo e Nicola Rafele).

Intenso, animato dalla ricerca della verità, vibrante di sentimenti, di rabbia civica. Impressionante la descrizione del riconoscimento della fidanzata di Sergio Russo (futuro magistrato), investita dall’esplosione nella sala d’attesa di seconda classe. Come si vive dopo? Non si vive. Come si sopravvive? Non si sopravvive…. rimane solo il ronzio. La madre voleva vederla a tutti i costi. Negli occhi, tutta la paura del mondo.

Un noir, tra poliziesco e spionaggio. Per protagonisti ha giudici, commissari, mafiosi, spie. Nel ruolo di guest star compaiono uomini di Stato emammasantissima di Cosa Nostra. Importanti comprimari sono le organizzazioni criminali, insieme ai servizi segreti, deviati e non. E poi, tra le comparse: burocrati e portaborse, ruffiani e prostitute, rivoluzionari e killer, terroristi neri e giornalisti corrotti.

Nel titolo Longanesi la bomba nella stazione scoppia subito, a pagina 18. L’ultima che si vede prima di morire. Chi può aver voluto ottantacinque morti? È chiara fin dall’inizio la tesi – fantasia, immaginazione, verità? – degli autori calabresi, padre e figlio, gente di cinema. Stragismo nero collegato alla mafia e “a braccetto dello Stato, o antistato, come lo chiama qualche ottimista”. Ma questi occupano solo il piano più basso di una piramide. Se si sale più in alto si scoperchia il vertice, che nel romanzo è l’Organo, un centro di potere composto dai delegati di cinque entità: cupola, porporati, servizi, massoneria e “chi governa”. Garantisce l’ordine e la libertà in Italia, dicono. E anche in Europa. È l’ultimo baluardo contro l’Oriente. Sono i primi anni Ottanta. Il Muro deve ancora cadere.

Viene condotta una doppia indagine. Una fa capo all’iniziativa di un erede di mafia, Matteo, un diciottenne sorprendente, lucido e spietato, che si allea ai viddani, i Corleonesi, per raggiungere il suo obiettivo: salire fino all’Organo, entrarvi, controllarlo. L’altra inchiesta è condotta dal commissario Carlo Settembrini e dalla sua squadra di fedelissimi, veri cavalieri medievali, ostacolati da qualcuno in alto e da altri molto vicini a loro. Carlo “il Rosso”, come lo chiamano, arriva a un passo dalla verità di Bologna, a un soffio dallo sventare l’attentato al papa. Ma viene fermato da un colpo di pistola in fronte, a pagina 213, alla fine della prima parte (agosto 1980, maggio 1981).

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Mentre scorrono degli ideali titoli di testa, si leggono i nomi di protagonisti di fantasia: Carlo Settembrini, un bravo poliziotto. Matteo Sabato, uno che vuole conquistare il mondo. Michelangelo Dossi, servitore infedele dello Stato. Poi di gente nota: Riina, uno a cui piace il sangue, Stefano Bontate il Principe, Gelli il Venerabile.

Ma il romanzo non è affatto finito. La seconda parte riprende da fine 1992. Ora il Muro è caduto, ma dall’Est arriva un pericolo non minore: un fiume di denaro, che scorre in mano a gente senza scrupoli. Mentre tanti sono stati eliminati nei dieci anni trascorsi (compresi molti capimafia sconfitti, il bravo Ninni Cassarà e i due eroi di Capaci e via D’Amelio), il commissario Settembrini non è morto. È la sua mente ch’è andata. La pallottola è piantata nel cranio, inoperabile e gli compromette la memoria. Tutto diventa grigio, come la zona intorno a quei fatti: le bombe hanno molti padri e allo stesso tempo nessun padre. Quando ricorda, all’improvviso, è il vile ricatto di un ex subordinato infedele, ora superiore, a costringerlo al silenzio. Impotente, come i lettori, in quel momento. Stiano pur certi però, che le loro curiosità saranno soddisfatte: Questo è un romanzo, un’opera di fantasia – premettono Mimmo e Nicola – ma come ogni opera di fantasia nasce dalla realtà. Ciò che è inventato non è mai accaduto, ma sarebbe potuto accadere. Ciò che è reale è accaduto, ma non sarebbe dovuto accadere.

Ultimo requiem è disponibile per l’acquisto su Ibs.it a 13,94 euro.

Autore: EffeElle

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