Intervista a Simona Colombo

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Simona Colombo

Quattro chiacchiere con Simona Colombo, per conoscere meglio questa giovane e prolifica scrittrice, già amica di RecensioniLibri.org da tempo, e per la quale abbiamo già recensito Ninna Nanna per Lucifero nel 2013.

Il Legione: River è palpabile l’influenza di fonti culturali pop abbastanza tipiche degli anni 90. Che fumetti hai letto e quali leggi ancora, quali cartoon nipponici hanno contribuito a costruire il tuo immaginario, quali film ricordi con più affetto e ritieni ti abbiano appassionata ai generi fantastici?

La lettura resta indubbiamente la mia passione principale e la scrittura è venuta di conseguenza per mettere su carta le storie ispirate dai generi e dagli stili più diversi, da Ray Bradbury ad Agatha Christie ai reportage di Kapuscinski. Oltre ai libri, però, ho scoperto il grande valore dei fumetti, grazie a mio fratello che ne è un grande collezionista. È un genere narrativo da sempre sottovalutato perché si considera, erroneamente, rivolto esclusivamente a un pubblico di ragazzini. Ci sono, invece, moltissimi autori di fumetti di grande spessore che non hanno nulla da invidiare agli scrittori classici e tra questi posso citare Neil Gaimen, Alan Moore, Frank Miller tra i più conosciuti, ma ce ne sono tanti altri.
Riguardo il cinema, sono legata ai film d’avventura che mi hanno appassionata da ragazzina come le saghe di Indiana Jones e Guerre Stellari, I Goonies e Ghostbusters, Ladyhawke e La Storia Infinita, ma anche gli horror come Nightmare e Poltergeist. In seguito ho apprezzato anche Tarantino e M. Night Shyamalan, ma potrei citarne tantissimi altri. Oggi mi diverte anche il genere apocalittico con le grandi catastrofi che devastano il mondo e minacce spaziali di ogni genere, oltre ovviamente alle trasposizioni cinematografiche dei fumetti che vanno tanto di moda ultimamente.
Sono affezionata ai vecchi cartoon di robot giapponesi che seguivo da bambina e mi piaceva il violentissimo Ken Shiro con la sua ambientazione post apocalittica, ma seguo anche tante serie tv che spaziano dalle sitcom come The Big Bang Theory al poliziesco di CSI e The Wire.
Infine voglio aggiungere alla lista i documentari sulla storia e sulla natura che mi hanno sempre affascinato e sono continua fonte d’ispirazione sia per i miei libri che per i miei viaggi.

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Come da te già detto, leggendoti risulta evidente come tu abbia una qualità di fantasia che potremmo definire cinematografica. Quanto è complesso tradurre in parole un’immagine?

Non è semplice, in effetti, riuscire a condividere con il lettore le scene che appaiono nella mia mente quando immagino una storia. Ho sempre il timore di perdermi in descrizioni troppo lunghe e particolareggiate per rendere l’idea e l’atmosfera, ma ho imparato a “tagliare” molto della prima versione che scrivo perché bisogna lasciare spazio anche all’immaginazione del lettore. Il vero lavoro è trovare la parola giusta che sostituisca una lunga frase. Meglio evocare che descrivere, maglio suggerire che rivelare.

Sempre a proposito della tua immaginazione, hai mai pensato di provare anche la strada della sceneggiatura di graphic novels? Questo Legione: River è indubbiamente adatto anche ad una trasposizione in immagini e vorremmo sapere se ti sia mai sorto il dubbio di che forma dare alle tue storie.

Ci ho pensato e in molti me l’hanno suggerito, ma il problema non si limita a trovare il disegnatore adatto, anche se ci sono tanti professionisti italiani e stranieri con cui mi piacerebbe lavorare. In Italia, purtroppo, il fumetto non è diffuso e riconosciuto come in altri Paesi, primo fra tutti gli Stati Uniti, quindi è una strada difficile da percorrere.

Parliamo della tua formazione. Hai compiuto studi specifici o seguito corsi per apprendere come trasporre correttamente le tue idee in parole e frasi?

Direi proprio di no. Il mio diploma di perito aziendale e corrispondente in lingue estere è forse la cosa più lontana dalla scrittura e non ho seguito nessun corso specifico. Tutto quello che so viene dalla lettura. Non è per presunzione, so bene che c’è sempre molto da imparare, ma non sono mai riuscita a lavorare bene sotto l’influenza di altri o seguendo particolari regole che non siano la semplice grammatica. Quando mi venivano assegnati dei temi a scuola non ottenevo mai voti molto alti perché non mi sentivo libera di scrivere quello che desideravo. Probabilmente questo è un limite perché se mi venisse assegnato un soggetto non saprei ricavarne molto. Non riesco a seguire schemi e direttive, facevo addirittura fatica a scrivere articoli per il giornale aziendale della ditta dove lavoravo nonostante ne fossero tutti entusiasti.

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Quale scrittore o quali autori ritieni abbiano maggiormente influenzato il tuo stile? C’è qualcuno, oltre Bradbury, cui pensi dicendo a te stessa “Ecco, fossi brava come lui…”?

Ce ne sono diversi, la lista sarebbe lunghissima, ma cito sempre Bradbury perché non mi ha mai delusa dai romanzi ai racconti, dalla fantascienza al noir. Altri autori, invece, mi sono piaciuti in alcune opere e meno in altre. Stephen King, per esempio, ha scritto capolavori e storie deludenti quasi in ugual misura; Agatha Christie mi piace perché ha uno stile semplice e coerente, ma limitato al suo classico schema; mi piace il modo che ha Neil Gaiman di mescolare il nostro mondo reale con qualcosa di fantastico sia nei romanzi che nei fumetti. Ci sono libri che ho amato tantissimo per la trama, ma non per il modo in cui erano scritti e altri, scritti molto bene, che mi hanno lasciata insoddisfatta riguardo l’evoluzione della storia.

Per finire. Avendo intrapreso questa carriera come freelance che si autopromuove, hai mai valutato la possibilità di appoggiarti a professionisti del settore per quanto riguarda l’editing dei tuoi scritti o la correzione delle bozze?

Finora mi sono fatta aiutare da non professionisti, amici appassionati di diversi generi di letteratura che mi forniscono opinioni e consigli durante la stesura, ma sono riluttante a mettere i miei lavori nelle mani di “estranei” anche se so che potrebbe essere utile. Sono aperta alle critiche e il mio modo di scrivere è molto cambiato nel tempo grazie a esse, ma tendo sempre a proteggere la mia indipendenza. I professionisti, poi, hanno sempre un certo costo e, al momento, la mia carriera di scrittrice non è ancora abbastanza avviata da potermi permettere certe consulenze. In passato mi è capitato che alcuni editori pretendessero da me delle modifiche che stravolgevano completamente le intenzioni della storia e non ho accettato perché un conto è la correzione della bozza, tutt’altro è cambiare nomi e ambientazioni per adattarli al pubblico.
Quello che sto facendo adesso, oltre a scrivere il prossimo episodio di Legione, è investire nella traduzione professionale in inglese dei miei ebook per trovare spazio sul mercato estero e magari un giorno troverò un editore “flessibile” che mi permetta di preservare la mia libertà.

Autore: Egidia Lentini

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