Il bosco del grande olmo, intervista all’autore Dario Galimberti

Dario Galimberti

In foto: Dario Galimberti

Dopo la recensione de Il bosco del grande olmo, conosciamo meglio l’autore dell’opera, Dario Galimberti.

Una prima domanda è d’obbligo: come mai un architetto più volte premiato e che ha pubblicato testi specialistici e di settore decide di scrivere un libro del genere fantasy?

Alla fine degli anni settanta, quando ero un giovane studente d’architettura, lessi Festa Mobile di Ernest Hemingway. Quel libro mi fece scoprire un aspetto della composizione che non m’immaginavo:

“Ti ho visto, bellezza, e ormai tu mi appartieni, chiunque tu stia aspettando e anche se non ti rivedrò mai più, pensavo. Tu mi appartieni e tutta Parigi mi appartiene e io appartengo a questo taccuino e a questa matita.” Così scriveva l’Hemingway bohémien tra i bistrò in Place St-Michel e i café crème della Closerie des Lilas, a Parigi.

L’idea d’impossessarsi a piacimento di quello che ci sta attorno (passato, presente, futuro), e farlo diventare parte del proprio progetto creativo mi affascinò, e mi portò a pensare di utilizzare la scrittura quale primo strumento progettuale: il progetto prima di disegnarlo lo si immagina e poi lo si descrive, ma non nel consueto modo tecnico-specialistico, ma in un modo un po’ più narrativo. Da allora “il testo esplicativo-narrativo” divenne una costante di ogni lavoro.

Poi vi fu il “cassetto” che nel tempo divenne una “cartella sul desktop”, con qualche frase, qualche spunto, qualche idea: quel famoso “cassetto” che hanno in molti.

E infine la decisione di scrivere una storia di fantasia, nata per caso e frutto di un episodio personale piuttosto divertente, e di un evento fortuito (vinsi un Ipad): mi feci coraggio e iniziai.

Oggi il “fantasy” è sicuramente molto di moda come genere letterario, nella sua scrittura del Il bosco del grande olmo è stato ispirato da qualche autore passato o presente?

Il riferimento principale è stato Michael Crichton, non credo però che lo si possa definire un autore “fantasy”. Ma se penso ai mondi paralleli di Timeline dove degli archeologi, utilizzando una “macchina quantistica” viaggiano nel multiuniverso, ecco che mi ritrovo all’interno del “Bosco del Grande Olmo”, così come l’idea di utilizzare la tecnologia quale filo conduttore della storia (cellulari, computer, webcam, Internet, ecc.). I personaggi del “Bosco del Grande Olmo” direi che sono tolkieniani.

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Nel suo lavoro ci sono alcuni passaggi che ci riportano alla realtà di oggi e ad alcuni problemi non indifferenti come l’avidità della nostra attuale società, il consumismo, il problema del controllo dell’informazione e della comunicazione, si possono affrontare temi così importanti e delicati secondo lei con un libro di questo genere letterario?

Questa è la classica “bella domanda”!

In un’intervista a un famoso critico e storico dell’architettura un giornalista chiese, a conclusione di una serie di domande su come sono invivibili le città e su come è brutta l’architettura, cosa si potesse fare per migliorare quest’ultima. Il critico rispose in maniera inequivocabile: “Dobbiamo insegnarla all’asilo”. Risposta semplice, forse banale, ma che contiene una verità ovvia: solo con l’educazione si ottengono dei risultati. Se insegnassimo l’architettura nella scuola d’infanzia, non ne siamo certi, ma con molte probabilità il mondo sarebbe più bello.

La sensibilizzazione è la chiave per affrontare e forse risolvere tanti temi importanti e delicati, e quando questi temi scavalcano le generazioni e durano nel tempo, non credo sia sbagliato affrontarli anche e soprattutto in un libro per ragazzi: saranno loro a decidere domani.

Per il futuro sono in arrivo nuovi lavori letterari o tornerà a scrivere libri più specialistici e di settore?

Al momento ho concluso un altro libro per bambini e ragazzi che parla di due cani e di come l’uomo non ne contraccambi la lealtà. Sto anche lavorando su una specie di “techno-thriller”: un mix tra storia, architettura e tecnologia estrema. L’idea è quella di approfittare di un racconto per parlare anche di argomenti “specialistici e di settore” e non solo…

 Il bosco del grande olmo è in vendita su Ibs a 12,75 euro.

Autore: Giannandrea Mencini

Laureato in Storia, mi occupo di storia dell’ambiente e del territorio. Collaboro con alcune testate giornalistiche. Lavoro a Venezia come responsabile della comunicazione e ufficio stampa e ho scritto numerosi libri ed interventi specialistici.

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