Igor Zanchelli, autore di Sopravvivere agli zombie

Sopravvivere agli Zombie (cover)INTERVISTA

Il seguito del romanzo? Sono rimasta malissimo quando ho girato la pagina e non ho trovato più nulla… quando saprò cosa accade dopo?

Risp. Sul seguito ci sto lavorando. Dopo questo mio primo esperimento letterario, voglio tirare fuori qualcosa di più simile ad un libro che ad una storiella. Penso comunque di farcela per fine anno.

Come mai proprio gli zombie?

Risp. Perché gli zombie, a differenza delle altre creature dell’horror, sono quelli che meglio identificano noi uomini. Ci fanno prendere coscienza della realtà della morte, di quello che il nostro corpo diventerà. Gli zombie sono gli unici che tirano fuori dalla nostra anima il peggio; risvegliano in noi istinti primordiali, che ci appartengono, ma che sono ormai addormentati. Cioè l’istinto di sopravvivenza, l’essere al di là del bene e del male, la paura di essere una preda e non un predatore.

La lotta al crimine e la lotta agli zombie: ci sono delle similitudini, vero? Ci racconti un po’ della sua vita. Qual è la cosa più tremenda che ha dovuto affrontare?

Risp. Credo che ci siano molte più similitudini con le lotte tra criminali, piuttosto che tra forze dell’ordine e crimine. Le forze dell’ordine non possono essere al di sopra della legge ma dentro la legge. Certo non nego che quale “errore”, in alcune di queste lotte ci sia stato, ma si è trattato di qualche caso isolato o comunque, statisticamente irrilevante in confronto alle numerose operazioni svolte. Nelle lotte tra criminali, invece, si assistono ad aberrazioni che nemmeno il più feroce degli zombie riesce a compiere; se consideriamo poi che gli zombie rispondono ad un istinto, quello di sbranarti, il confronto non regge. L’uomo nella sua brutalità, è capace di compiere cose terribili ed inimmaginabili con “scienza e coscienza”.

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Per fortuna nella mia vita professionale, al momento, non sono stato parte attiva di questo caccia al crimine. Lavorando nel settore della Polizia di Stato che si occupa di immigrazione, il mio è un lavoro “tranquillo”. Tuttavia, le cose terribili che i criminali sono capaci di fare, le ho ascoltate dalla viva voce di persone che fuggono e tentato di entrare clandestinamente in Italia. Racconti che se messi su carta, anche se non parlano di zombie, vampiri, licantropi o demoni, sarebbero dei best-seller horror. Storie che raccontano di quanto, la maggior parte di quella povera gente, ha dovuto subire e vivere. Racconti che quando lo ascolti, ti lasciano segni nell’anima indelebili. Ad esempio, storie di donne in gravidanza al 7/8 mese, che subivano stupri di gruppo per poi essere assassinate, tramite sventramento per l’asportazione del feto (forse meglio dire bambino), che a sua volta era usato come bersaglio per le armi degli stupratori. Oppure bambini di 7 /8 anni rapiti per farne dei soldati, ed essere usati come carne da cannone, costretti ad uccidere i loro famigliari. Vi tralascio storie ancore peggiori.

Il libro è ormai in giro da febbraio, qual è l’apprezzamento migliore che ha raccolto? E invece cosa l’ha deluso di più?

Risp. È difficile rispondere a questa domanda senza apparire un finto modesto. Gli apprezzamenti positivi e recensioni favorevoli ne ho ricevute tante, è mi hanno fatto tutte piacere. Ognuna ha messo in luce qualche aspetto che sicuramente devo migliorare. Se considero che il libro è nato da un gioco, tutto quello che ne viene è “grasso che cola” per usare una affermazione gergale. Quello che invece mi ha deluso di più, non è il commento molto negativo (l’unico tra l’altro) ricevuto, quanto piuttosto l’atteggiamento ottuso delle case editrici di investire nei nuovi autori. Leggendo molto, vi posso assicurare che on-line ci sono autori veramente bravi, che non riescono a trovare spazio nella editoria classica, e spesso devono ricorrere al self-publishing, per vedere realizzate le loro aspettative.

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Nel suo futuro da scrittore c’è qualcos’altro? Si cimenterà mai in un romanzo vero e proprio?

Risp. Io non mi considero uno scrittore. Al momento ho due due storie che sto scrivendo una sul lupo Fenrir, considerato il progenitore dei licantropi, e la conclusione della storia di questo primo libro. Inoltre con alcuni amici stiamo per lanciare una progetto editoriale periodico monotematico sugli zombie. Non nascondo che la voglia di scrivere un romanzo vero e proprio c’è. Ma come dicevo non essendo uno scrittore, ho molto da studiare e tanto da migliorare. Scrivere un qualcosa che provochi quelle emozioni che prova chi scrive non è facile. Vedremo; se lo studio darà i suoi frutti, magari un vero e proprio romanzo lo farò.

Editore: Igor Zanchelli – 142 pagine – 10 € – disponibile sulla piattaforma di autopubblicazione Lulu.

 

Autore: Egidia Lentini

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